Il Tirreno

Pisa

Sicurezza al Teatro Rossi I soldi ci sono, nessuno li usa

La denuncia dell’associazione che da cinque anni gestisce la struttura: «Li ha stanziati al Regione ma non c’è un ente che si faccia carico di impiegarli»

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PISA. Sono passati cinque anni dall’occupazione del Teatro Rossi da parte di studenti universitari e precari del mondo dello spettacolo. Cinque anni in cui gli attivisti hanno rianimato una struttura chiusa da decenni e in stato di abbandono, organizzando centinaia di eventi culturali, spettacoli teatrali e musicali. Cinque anni, lo ripetiamo, in cui gli enti pubblici non sono riusciti a trovare una soluzione sulla gestione dell’immobile. Era il 27 settembre 2012 quando il teatro settecentesco che si affaccia su Piazza Carrara fu occupato da una trentina di persone, con l’obiettivo di mettere in pratica una gestione partecipata di un bene importante per la collettività. Il complesso è di proprietà demaniale e pertanto ricade nella giurisdizione della Soprintendenza.

Grazie alla tenacia degli attivisti, poi costituitisi in associazione di promozione sociale, la Regione ha stanziato nell’ultima variazione di bilancio 100.000 euro per i primi lavori di messa in sicurezza del teatro. «Due anni fa Rossi disse che ci teneva a far rivivere il teatro – affermano i soci - Da questa dichiarazione politica è partita una serie di incontri con Regione, Comune e Soprintendenza. La delibera regionale del 28 luglio finalmente predispone i primi fondi, ma è una disponibilità che cade nel vuoto: non c’è un ente disposto a diventare titolare del finanziamento e a portare avanti il progetto di recupero del bene».

Una squadra di professionisti pisani, estranei all’associazione, ha redatto a titolo gratuito un piano di messa in sicurezza del teatro, posto all’attenzione dei suddetti enti. La “fase uno” del piano prevede la riqualificazione del foyer, platea, primo ordine di palchi e servizi igienici. Con una spesa di circa 400.000 euro si avrebbe l’agibilità della struttura per 90 posti. «Se lo Stato cedesse il teatro al Comune sarebbe perfetto. Ma Palazzo Gambacorti non è interessato a gestirlo, nonostante abbia patrocinato molti nostri eventi» sottolineano gli attivisti. Si tratta di una vicenda paradossale. Il teatro ha seriamente bisogno di interventi strutturali e la partecipazione agli eventi organizzati dall’associazione testimonia le sue potenzialità. È un argomento da campagna elettorale, salvo entrare nel dimenticatoio ad urne chiuse. Il recupero del teatro Rossi rientra nel programma di mandato del sindaco, votato dal consiglio comunale nell’ottobre 2013. L’ultima consigliera a chiedere aggiornamenti è stata Simonetta Ghezzani (Sinistra Italiana) nell’ottobre 2016. Poi più niente.

L’associazione non molla e intanto apre il teatro alla città Stasera alle 21.30 Friendly Feuer (una polifonia europea) di Isola Teatro, una scrittura collettiva quella di cento anni fa, all’alba del primo conflitto mondiale intorno al tema della diserzione ai tempi della Grande Guerra.

Sharon Braithwaite

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