Il Tirreno

Pisa

I lavoratori dicono no alle esternalizzazioni

In tantissimi all’assemblea convocata dopo l’annuncio di Toscana Aeroporti. Via a un pacchetto di scioperi

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PISA. La prima risposta sarà l’apertura delle procedure di raffreddamento. Seguita da una serie di scioperi che per la prima volta potrebbe paralizzare il sistema aeroportuale toscano. Quello nato ieri dalle assemblee dei lavoratori dell’aeroporto Galilei di Pisa e del Vespucci di Firenze è per il momento un unico ideale asse. Destinato a concretizzarsi attraverso quella massiccia mobilitazione chiesta dai lavoratori ai sindacati per opporsi al piano di esternalizzazioni e di cessione di servizi a società o cooperative esterne presentato lunedì scorso da Toscana Aeroporti. Security, controllo tecnico, pulizia, rifornimento velivoli, assistenza a terra dei passeggeri e attività di check-in. Un “pacchetto” di lavorazioni che ricade nel cosiddetto settore handling, che la società nata dalla fusione di Sat e Adf ha deciso di assegnare, tramite un percorso di cessioni e appalti, ad aziende esterne. Le attività attualmente assicurate da circa 800 dipendenti di Toscana Aeroporti tra qualche mese potrebbero essere gestite da altre società o cooperative. Una manovra che ha incassato il secco no dei lavoratori del Galilei, riuniti ieri in due assemblee convocate da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl-Trasporti e partecipate da centinaia di dipendenti per decidere le tappe di quella che si annuncia la prima grande vertenza sindacale dalla nascita della società unica di gestione dei due scali toscani. Nel parcheggio dell'aeroporto pisano (la saletta sindacale non è riuscita a contenere la massiccia partecipazione), i lavoratori hanno rivendicato il ruolo centrale che i dipendenti hanno avuto nella crescita esponenziale del Galilei chiedendo a Toscana Aeroporti di «ritirare il piano». O, almeno, di rimodulare la manovra che rischia di intaccare i livelli occupazionali e di peggiorare le condizioni normative e salariali di centinaia di lavoratori, tra l’aeroporto di Pisa e quello di Firenze, impiegati nel settore handling. Che, con l’avvio delle esternalizzazioni, potrebbero essere riassorbiti in altri settori o passare all’azienda che si aggiudicherà le lavorazioni. «La volontà aziendale di esternalizzazione e vendita delle attività di handling è totalmente inaccettabile», accusano sindacati e lavoratori. Stesse rivendicazione emerse nell’assemblea dei dipendenti del Vespucci che si è svolta ieri sera. «La professionalità e l’impegno dei dipendenti sono alla base dello sviluppo dell’aeroporto di Pisa - proseguono - sia in termini di fatturato che di traffico e utili. Per questo rimandiamo al mittente i progetti aziendali, promuovendo una mobilitazione regionale a supporto di questa vertenza». Che potrebbe aprirsi nelle prossime settimane con le procedure di raffreddamento seguite da una serie di scioperi. Una prima risposta alla riorganizzazione aziendale potrebbe arrivare già lunedì quando il malumore dei lavoratori di Toscana Aeroporti potrebbe confluire in massa negli scioperi nazionali indetti, per motivazioni e scopi diversi, dai sindacati confederali e da quelli di base che rischiano di bloccare il sistema aeroportuale toscano.

Danilo Renzullo

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