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Lungomare chiuso alle auto Già raccolte 200 firme

MARINA. La discussione sulla chiusura o meno del lungomare prosegue così come proseguirà fino ad aprile anche la raccolta firme, che ad oggi ha già superato quota duecento. Sono molte però le cose...

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MARINA. La discussione sulla chiusura o meno del lungomare prosegue così come proseguirà fino ad aprile anche la raccolta firme, che ad oggi ha già superato quota duecento.

Sono molte però le cose che vanno precisate in merito a questa raccolta firme secondo la promotrice Cecilia Salvadori. «Ho dato vita a questa raccolta firme senza il sostegno di nessuna forza politica, di istituzioni e di associazioni di categoria – sottolinea con forza Cecilia Salvadori titolare di un’agenzia immobiliare a Marina di Pisa dove risiede da ventisette anni - Il vero spirito di questa iniziativa invece, è quello di coinvolgere tutta la cittadinanza di Marina, i commercianti e i anche i proprietari di seconde case che hanno investito in questo territorio perché lo amano e perché rappresentano già anche una forma di turismo. Altra questione altrettanto importante da precisare, è che l’idea della chiusura è solo a livello sperimentale e riguarda la prossima stagione a partire dal 15 giugno fino al 15 settembre, perché questo è già un primo passo verso la riqualificazione di tutto il litorale. Saranno coinvolti anche gli studi di progettazione – prosegue Salvadori - per la realizzazione di progetti fattibili, economicamente, sostenibili e di veloce realizzazione da sottoporre all’amministrazione comunale. L’idea è anche che il lungomare diventi un centro di aggregazione estivo per bambini, giovani, associazioni no profit e altro. Questo è da vedersi come un primo passo verso la riqualificazione che darà modo anche ai commercianti di sfruttare il suolo pubblico con i tavoli e le sedie anche di giorno. Questo può costringere, passo dopo passo, ad una riqualificazione di tutto il paese. Invitiamo quindi l’amministrazione – conclude Salvadori - a prendere atto di questa volontà popolare che si sta esprimendo numerosa e a cominciare a fare investimenti mirati come ad esempio, sostituire le fioriere che sono attualmente sul lungomare che, oltre ad essere brutte e pericolose raccolgono l’immondizia e i bisogni dei cani, con alberi o piante che resistono al salmastro e mettere magari anche delle panchine con lo schienale, molto più comode per gli anziani di quelle attuali».

Piccoli investimenti rispetto a quello faraonico che invece richiede il piano particolareggiato di riqualificazione del lungomare approvato circa due anni fa dall’amministrazione per il quale, prima di trovare tutti i fondi necessari, potrebbero passare decenni e nel frattempo molti pensano che da qualche parte si debba pur iniziare a fare qualcosa. (d.l.)

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