Il Tirreno

Pisa

Si getta dal terzo piano, muore padre di famiglia

La polizia indaga sulla denuncia (foto di archivio)
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La polizia indaga sulla denuncia (foto di archivio)

È successo in una località del litorale pisano. A ritrovare il corpo del quarantenne una vicina che rientrava a casa

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PISA. Piano piano il dolore per quel lavoro che non c’era più lo aveva svuotato, anche se intorno la vita era piena di senso. Certo, difficile, faticosa, a volte persino crudele, ma colma di amore. Una moglie, i bambini, le loro gazzarre, i loro progressi, i piccoli sogni di due figli che avrebbero dovuto rendere grandi quelli di un padre. Invece niente, da quando aveva perso il lavoro, uno dei tanti risucchiati dalla crisi, sembrava tutto buio, sembrava precipitare ogni cosa ogni giorno. Speranze, futuro, famiglia. I pensieri si facevano sempre più neri, alzarsi dal letto poteva sembrare impossibile, tornarci come distendersi su un materasso di spine.«Da maggio era peggiorato», ha detto la moglie agli agenti in lacrime, disperata, «aveva smesso di prendere le medicine, si curava per una depressione».

La polizia sta ancora indagando ma non sembrano esserci dubbi sull’origine del gesto dell’uomo che sabato sera, intorno alle 21, si è gettato dal terzo piano di un palazzo pisano togliendosi la vita. Un quarantenne, un artigiano conosciuto sul territorio che aveva perso il lavoro da qualche tempo a causa della crisi. Una situazione aggravata da qualche problema di salute. Il quarantenne è stato ritrovato da una vicina che rientrava a casa poco dopo le nove di sera. Posteggiando l’auto, ha notato il corpo dell’uomo e ha avvertito il 118.

L’ambulanza è arrivata dopo pochi minuti, ma i soccorritori non hanno potuto fare niente. Il medico ha constatato il decesso e subito è stata avvertita la polizia. Sul posto gli agenti hanno ascoltato la moglie per provare a capire le ragioni della tragedia. Non era la prima volta. Un anno fa, oppresso dal dispiacere per aver perduto il lavoro e da una brutta depressione, l’uomo aveva già tentato di farla finita. Era stato salvato. Questa volta la moglie non aveva sospettato niente. Non si era neppure accorta che non fosse più in camera. Spesso si isolava, restava da solo.

È stata una donna a ritrovarlo disteso, sull’asfalto, privo di sensi. Ha creduto ci fosse ancora una speranza, sembrava respirasse. Ha chiamato i soccorsi, ma all’arrivo dell’ambulanza i sanitari non hanno potuto neppure iniziare le manovre per rianimarlo.Dopo l’episodio dell’anno scorso, l’uomo era entrato in cura. All’inizio sembrava migliorato, ma «da maggio non prendeva più le medicine» avrebbe detto nella disperazione la moglie pochi minuti dopo la tragedia.

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