La mensa c’è già, ma il tempo pieno finisce dopo pranzo
PISA. Non c'è pace per la prima campanella. Alle primarie De Santis, nonostante il tempo pieno, i bambini mangiano alla mensa scolastica e poi di volata a casa. Il primo giorno di scuola riserva...
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PISA. Non c'è pace per la prima campanella. Alle primarie De Santis, nonostante il tempo pieno, i bambini mangiano alla mensa scolastica e poi di volata a casa. Il primo giorno di scuola riserva sempre delle sorprese ai bambini ma soprattutto ai genitori. E sono quasi sempre brutte sorprese. Questa volta è toccato al complesso scolastico Galilei che in via di Padule riunisce le scuole primarie a tempo pieno Gereschi, De Sanctis e Parmini. Il problema è opposto a quello degli altri anni. «Mentre in passato la mensa per le tre scuole non era in funzione e c'erano gli insegnanti per il tempo pieno, questa volta la mensa c'è ma non ci sono gli insegnati», dicono alcuni genitori.
«L’avvio della mensa scolastica – dice la neo arrivata dirigente scolastica Cristina Duranti – è stato molto gradito». Il problema del mancato tempo pieno è da collegarsi all'attesa della conferma delle nomine dei professori di seconda e terza fascia della graduatoria definitiva. «Abbiamo ben 18 cattedre vacanti per insegnanti di sostegno», ci conferma Duranti. Il problema non è di poco conto perché la mancanza di queste professionalità comporta il non poter disporre di un piano di piena funzionalità dell'organico. «A questo si aggiungano le assenze per congedi matrimoniali o per malattia. Ecco che la cosa si complica ulteriormente».
I genitori però pagano per il tempo pieno. «Ogni anno è la stessa storia. Come se fosse una sorpresa che l'anno scolastico inizia a metà settembre. Arrivano sempre impreparati», dicono alcuni genitori che devono riprendersi i figli alle 13.15 invece che alle 16.15. «Lo so che tutti, compresi noi insegnati, vorrebbero iniziare con tutto a regola d'arte e in ordine, ma dobbiamo fare i conti con una realtà che presenta problematiche non risolvibili allo squillo della prima campanella». Duranti assicura che nel volgere di una decina di giorni, tutto tornerà alla normalità. Sulla mancata comunicazione ai genitori del “disservizio” dice: «L'apertura della scuola con mensa ma con orario ridotto per il tempo pieno era stata decisa dal consiglio di istituto a giugno e ne è stata data informazione ai genitori anche con la pubblicazione dei nuovi orari sul sito istituzionale».(c.v.)
«L’avvio della mensa scolastica – dice la neo arrivata dirigente scolastica Cristina Duranti – è stato molto gradito». Il problema del mancato tempo pieno è da collegarsi all'attesa della conferma delle nomine dei professori di seconda e terza fascia della graduatoria definitiva. «Abbiamo ben 18 cattedre vacanti per insegnanti di sostegno», ci conferma Duranti. Il problema non è di poco conto perché la mancanza di queste professionalità comporta il non poter disporre di un piano di piena funzionalità dell'organico. «A questo si aggiungano le assenze per congedi matrimoniali o per malattia. Ecco che la cosa si complica ulteriormente».
I genitori però pagano per il tempo pieno. «Ogni anno è la stessa storia. Come se fosse una sorpresa che l'anno scolastico inizia a metà settembre. Arrivano sempre impreparati», dicono alcuni genitori che devono riprendersi i figli alle 13.15 invece che alle 16.15. «Lo so che tutti, compresi noi insegnati, vorrebbero iniziare con tutto a regola d'arte e in ordine, ma dobbiamo fare i conti con una realtà che presenta problematiche non risolvibili allo squillo della prima campanella». Duranti assicura che nel volgere di una decina di giorni, tutto tornerà alla normalità. Sulla mancata comunicazione ai genitori del “disservizio” dice: «L'apertura della scuola con mensa ma con orario ridotto per il tempo pieno era stata decisa dal consiglio di istituto a giugno e ne è stata data informazione ai genitori anche con la pubblicazione dei nuovi orari sul sito istituzionale».(c.v.)
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