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Era il 3 settembre 1992, il G-222 pisano fu centrato dentro il corridoio umanitario
Proprio nei giorni scorsi, il 5 settembre, la 46esima Brigata Aerea di Pisa è volata nuovamente a Sarajevo per la cerimonia di commemorazione del venticinquesimo anniversario della tragedia del “Lyra...
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Proprio nei giorni scorsi, il 5 settembre, la 46esima Brigata Aerea di Pisa è volata nuovamente a Sarajevo per la cerimonia di commemorazione del venticinquesimo anniversario della tragedia del “Lyra 34”. Presenti anche i familiari delle quattro vittime, insignite della medaglia d’oro al valor militare: Marco Betti, Marco Rigliaco, Giuseppe Buttaglieri e Giuliano Velardi.
La celebrazione ha avuto luogo sul monte Zec, dove è stato eretto il monumento ai caduti. I quattro formavano l’equipaggio di un G-222 che dopo essere stato raggiunto in volo da due missili terra-aria precipitò e si frantumò. La guerra, in quegli anni e in quelle località, c’era, particolarmente cruenta, ma la nostra Aeronautica non era in guerra. Anzi, era impegnata in una serie di missioni destinate ad alleviare le popolazioni locali dalle sofferenze del conflitto, trasportando complessivamente quasi 35mila tonnellate di cibo, medicine e beni di prima necessità, poi distribuiti a circa 800mila persone in 110 località in tutta la Bosnia-Erzegovina. In questo contesto, il “Lyra 34”, l’aereo abbattuto il 3 settembre 1992, era partito dall’aeroporto di Spalato con un carico di coperte ed aiuti destinati alla povera gente. Al pisano Betti e al resto dell’equipaggio fu detto di utilizzare un corridoio umanitario che era stato disegnato appositamente nei cieli. E loro fecero così, attenendosi a quelle direttive. Ma furono vigliaccamente traditi.
La celebrazione ha avuto luogo sul monte Zec, dove è stato eretto il monumento ai caduti. I quattro formavano l’equipaggio di un G-222 che dopo essere stato raggiunto in volo da due missili terra-aria precipitò e si frantumò. La guerra, in quegli anni e in quelle località, c’era, particolarmente cruenta, ma la nostra Aeronautica non era in guerra. Anzi, era impegnata in una serie di missioni destinate ad alleviare le popolazioni locali dalle sofferenze del conflitto, trasportando complessivamente quasi 35mila tonnellate di cibo, medicine e beni di prima necessità, poi distribuiti a circa 800mila persone in 110 località in tutta la Bosnia-Erzegovina. In questo contesto, il “Lyra 34”, l’aereo abbattuto il 3 settembre 1992, era partito dall’aeroporto di Spalato con un carico di coperte ed aiuti destinati alla povera gente. Al pisano Betti e al resto dell’equipaggio fu detto di utilizzare un corridoio umanitario che era stato disegnato appositamente nei cieli. E loro fecero così, attenendosi a quelle direttive. Ma furono vigliaccamente traditi.
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