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«Prima riqualificare il lungomare e poi la chiusura»
Le reazioni di Confesercenti e Confcommercio all’idea di Forte «Arredo urbano migliore e pedane sulle spiagge di ghiaia»
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MARINA. «La chiusura non fa qualità in quanto tale, ma solo se preceduta da investimenti pubblici e privati all’interno di un piano organico di riqualificazione. Quindi avanti con il progetto che ha già avuto il via libera del consiglio comunale». Questa la replica di Confesercenti, espressa dal responsabile area pisana Simone Romoli, alle dichiarazioni dell’assessore alla mobilità Giuseppe Forte, favorevole alla chiusura stagionale del lungomare di Marina. «Un provvedimento del genere - riprende Romoli - non può limitarsi ad un cartello che vieta il transito tutti i giorni, ma deve essere inserito in un più ampio progetto di riqualificazione. In assenza di ciò le attività commerciali del lungomare che offrono servizi al turista rischierebbero la chiusura, penalizzando il turismo, i residenti, ma anche il presidio del territorio sotto il profilo della sicurezza (soprattutto nei mesi invernali)».
Cosa chiede allora la Confesercenti? «Potenziamento dell’illuminazione pubblica, creazione di punti di ombra, rifacimento del verde e dell’arredo urbano, fino al via libera alle pedane sulle spiagge di ghiaia sono passaggi essenziali prima di aprire una discussione sulla chiusura del lungomare». Ancora Romoli: «Il rischio altrimenti è quello di ripetere l’esperienza delle strisce blu decise di punto in bianco senza alcuna concertazione e l’anno dopo riconfermate. Il fatto che l’assessore Forte parli comunque di decisione collegiale potrebbe essere già un passo in avanti rispetto ai metodi del passato. La nostra posizione, al pari di quella dei commercianti e del Centro commerciale naturale, va nella direzione di una chiusura frutto di un piano organico e condiviso, peraltro già deliberato, e non di un capriccio o di un’improvvisazione». La conclusione di Simone Romoli: «Dall’assessore Forte abbiamo avuto la notizia che gli introiti delle strisce blu potranno essere usati per l’arredo urbano. Bene, sicuramente. Giusto anche che sia il Ctp 1 ad individuare le priorità dove investire. Ma sarebbe opportuno che anche i commercianti, che del lungomare costituiscono l’asse portante e lo vivono quotidianamente al pari dei residenti, potessero partecipare alla riunione per portare le proprie proposte».
Prima la riqualificazione del lungomare, dopo la disponibilità a sperimentare una sua eventuale chiusura. È questa la posizione di Fabrizio Fontani, presidente di ConfLitorale ConfcommercioPisa: «Non ci interessano le chiacchiere, ma i fatti concreti. C’è un nesso logico che non può essere rovesciato: prima si riqualifica seriamente il litorale e dopo si verificano le condizioni per una sua chiusura, in via sperimentale e nel periodo estivo». Quando parla di riqualificazione, Fontani pensa ad esempio al progetto targato Confcommercio e presentato all’amministrazione, che andava proprio in quella direzione: «Un progetto concreto, economico, sostenibile, con tempi di realizzazione rapidi. Lo abbiamo presentato all’amministrazione comunale, ma fino ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta».
Sul tema interviene anche il direttore di ConfcommercioPisa, Federico Pieragnoli: «Ci opporremo per quanto possiamo davanti a decisioni calate come al solito dall’alto, che non siano state condivise e concertate con le attività commerciali. La nostra associazione, contrariamente ad altri, non fa politica partitica - continua - ma una politica della rappresentanza imprenditoriale ed è per questo che per noi il coinvolgimento degli imprenditori diventa questione fondamentale».
«D’altronde - prosegue Pieragnoli - a fronte di un fiume di denaro che versa nelle casse comunali, da troppi anni il litorale pisano è completamente abbandonato a se stesso, del tutto privo di rilevanti investimenti pubblici e soggetto a decisioni fortemente penalizzanti. Pensiamo all’introduzione a tappeto delle strisce blu sull’intera costa pisana, pensiamo ai tanti soldi che ogni anno dalle tasche di imprese e cittadini di Marina, Tirrenia e Calambrone finiscono direttamente nelle casse comunali. Quale sia la contropartita di tutti questi soldi in termini di servizi al litorale e investimenti pubblici non è dato sapere, neppure attraverso una richiesta agli atti ufficiale, come non è dato sapere in quale misura la tassa di soggiorno venga reinvestita sul litorale pisano. Sono queste le istanze per noi fondamentali. E prima di assumere provvedimenti, molto spesso dal sapore demagogico come nel caso dell’incredibile pista ciclabile sul ponte della Vittoria, resta per noi discriminante trovare su decisioni di questa portata l’accordo e la disponibilità dei commercianti».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Cosa chiede allora la Confesercenti? «Potenziamento dell’illuminazione pubblica, creazione di punti di ombra, rifacimento del verde e dell’arredo urbano, fino al via libera alle pedane sulle spiagge di ghiaia sono passaggi essenziali prima di aprire una discussione sulla chiusura del lungomare». Ancora Romoli: «Il rischio altrimenti è quello di ripetere l’esperienza delle strisce blu decise di punto in bianco senza alcuna concertazione e l’anno dopo riconfermate. Il fatto che l’assessore Forte parli comunque di decisione collegiale potrebbe essere già un passo in avanti rispetto ai metodi del passato. La nostra posizione, al pari di quella dei commercianti e del Centro commerciale naturale, va nella direzione di una chiusura frutto di un piano organico e condiviso, peraltro già deliberato, e non di un capriccio o di un’improvvisazione». La conclusione di Simone Romoli: «Dall’assessore Forte abbiamo avuto la notizia che gli introiti delle strisce blu potranno essere usati per l’arredo urbano. Bene, sicuramente. Giusto anche che sia il Ctp 1 ad individuare le priorità dove investire. Ma sarebbe opportuno che anche i commercianti, che del lungomare costituiscono l’asse portante e lo vivono quotidianamente al pari dei residenti, potessero partecipare alla riunione per portare le proprie proposte».
Prima la riqualificazione del lungomare, dopo la disponibilità a sperimentare una sua eventuale chiusura. È questa la posizione di Fabrizio Fontani, presidente di ConfLitorale ConfcommercioPisa: «Non ci interessano le chiacchiere, ma i fatti concreti. C’è un nesso logico che non può essere rovesciato: prima si riqualifica seriamente il litorale e dopo si verificano le condizioni per una sua chiusura, in via sperimentale e nel periodo estivo». Quando parla di riqualificazione, Fontani pensa ad esempio al progetto targato Confcommercio e presentato all’amministrazione, che andava proprio in quella direzione: «Un progetto concreto, economico, sostenibile, con tempi di realizzazione rapidi. Lo abbiamo presentato all’amministrazione comunale, ma fino ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta».
Sul tema interviene anche il direttore di ConfcommercioPisa, Federico Pieragnoli: «Ci opporremo per quanto possiamo davanti a decisioni calate come al solito dall’alto, che non siano state condivise e concertate con le attività commerciali. La nostra associazione, contrariamente ad altri, non fa politica partitica - continua - ma una politica della rappresentanza imprenditoriale ed è per questo che per noi il coinvolgimento degli imprenditori diventa questione fondamentale».
«D’altronde - prosegue Pieragnoli - a fronte di un fiume di denaro che versa nelle casse comunali, da troppi anni il litorale pisano è completamente abbandonato a se stesso, del tutto privo di rilevanti investimenti pubblici e soggetto a decisioni fortemente penalizzanti. Pensiamo all’introduzione a tappeto delle strisce blu sull’intera costa pisana, pensiamo ai tanti soldi che ogni anno dalle tasche di imprese e cittadini di Marina, Tirrenia e Calambrone finiscono direttamente nelle casse comunali. Quale sia la contropartita di tutti questi soldi in termini di servizi al litorale e investimenti pubblici non è dato sapere, neppure attraverso una richiesta agli atti ufficiale, come non è dato sapere in quale misura la tassa di soggiorno venga reinvestita sul litorale pisano. Sono queste le istanze per noi fondamentali. E prima di assumere provvedimenti, molto spesso dal sapore demagogico come nel caso dell’incredibile pista ciclabile sul ponte della Vittoria, resta per noi discriminante trovare su decisioni di questa portata l’accordo e la disponibilità dei commercianti».
Francesco Loi
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