Il Tirreno

Pisa

Il balneare? Avanti tranquillo fino al 2020

Lite tra lo stabilimento Vittoria di Marina e il Comune: per il Tar la concessione della spiaggia è valida

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MARINA. La concessione dello stabilimento balneare è valida fino al 2020. Ad affermarlo è una sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Toscana in riferimento al contenzioso aperto tra lo stabilimento balneare Vittoria di Marina di Pisa e il Comune di Pisa.

La vicenda interessa, e molto, anche tutti gli stabilimenti balneari della costa toscana. Perché questa vicenda rientra in pieno nella questione Bolkestein.

Sulle concessioni di questi bagni, così come nel resto della Toscana e d’Italia, continua infatti a pendere la mannaia della direttiva europea 123 del 2006 e il dettato di numerose sentenze. Le più importanti delle quali sono il verdetto della Corte di giustizia europea del luglio 2016 e quello del Tar della Lombardia, uscito nel maggio di quest’anno.

Secondo questi due pronunciamenti, la proroga fino al 2020 delle concessioni dei bagni, sottoscritta dal Parlamento sotto il governo di Mario Monti, non è valida. Perché contrasta con la Bolkestein e con le norme europee, che prevedono un meccanismo di messa a gara delle concessioni. Le cosiddette “aste” delle spiagge temute dagli imprenditori balneari.

Il verdetto dei giudici toscani sembra non tener conto di queste due sentenze. Confermando la validità del titolo in mano al balneare.

Ma riepiloghiamo la vicenda in oggetto: il Bagno Vittoria di Alessandro Cordoni (a lungo presidente di Confesercenti per il litorale), assistito dagli avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi, contesta al Comune di Pisa la mancata risposta su una richiesta di “atto formale”.

Significa che lo stabilimento balneare Vittoria chiede il rinnovo della concessione, anzi una vera e propria concessione nuova, per 20 anni sulla base degli investimenti fatti e da fare.

È l’alternativa alla Bolkestein, resa possibile da una normativa statale - poi replicata da una legge regionale - che molti balneari hanno usato, ad esempio, anche in Versilia.

La domanda era stata presentata il 31 dicembre del 2015. Dieci mesi dopo, a fine ottobre, lo stabilimento balneare non ha ancora ottenuto risposta e ne chiede conto all’amministrazione comunale. Che sostanzialmente non si smuove, replicando con una nota in cui si parla di «complesso quadro normativo in materia» e «necessità di un adeguato approfondimento dai competenti uffici».

A quel punto il balneare fa ricorso al Tar contro il... silenzio degli uffici comunali. Ma i giudici amministrativi toscani, respingendo il ricorso, spiegano che non c’è nulla di cui discutere al momento: la concessione è valida per altri tre anni.

Matteo Tuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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