Il Tirreno

Pisa

CLAUDIO MEOLI (PATTO CIVICO) 

«No alle ronde, la sicurezza sia garantita dallo Stato»

«No alle ronde, la sicurezza sia garantita dallo Stato»

PISA. «Un impegno concreto nel rimodulare la gestione di alcuni servizi di polizia e potenziare quei servizi diretti veramente al contrasto della criminalità urbana. Sono sempre di più coloro che...

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PISA. «Un impegno concreto nel rimodulare la gestione di alcuni servizi di polizia e potenziare quei servizi diretti veramente al contrasto della criminalità urbana. Sono sempre di più coloro che hanno la sensazione che a Pisa, di fatto, si stia rinunciando ad una delle funzioni dello Stato più importanti e irrinunciabili: la gestione della sicurezza cittadina».

Lo sostiene Claudio Meoli del Patto Civico intervenendo sull’annuncio delle ronde alla stazione da parte di Forza Nuova. Il Patto Civico, il cui candidato sindaco è Antonio Veronese, si dice contrario «ai cosiddetti “osservatori volontari” che si ispirano a valori ed ideali che contrastano con la nostra concezione democratica e repubblicana e che costituirebbero un pericoloso precedente. Tale “passeggiata” in viale Gramsci ha trovato molti consensi, soprattutto dei cittadini che vivono nelle zone a rischio. Cittadini che, a fronte degli scarsi risultati ottenuti con la presenza dei paracadutisti del progetto Strade sicure o delle pattuglie della forze di polizia che hanno regole di ingaggio che non sempre consentono di arrestare o di espellere chi persiste nel delinquere, cercano, erroneamente, la soluzione dei problemi acclamando alla “deplorevole sicurezza fai da te”». Secondo Meoli quanto sta accadendo a Pisa testimonia «il sentimento di impotenza di chi ha il compito di garantire la sicurezza. È forse il contesto politico che aleggia in previsione delle prossime elezioni amministrative che sta sostenendo il fenomeno delle ronde nel tentativo di riesumare un lontano passato? Noi crediamo che per garantire la sicurezza si deve investire sull’impiego delle forze di polizia ordinarie, le uniche chiamate istituzionalmente a garantire sicurezza e imparzialità e non preferire modelli inefficaci di effimera immagine repressiva».



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