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Sociale, le richieste di aiuto soprattutto da italiani

Sociale, le richieste di aiuto soprattutto da italiani

San Giuliano presenta i dati dei contributi in conto affitto e di quelli per il pagamento  delle bollette e mettere a tacere le polemiche sul sostegno “solo” agli stranieri

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Su 241 persone che hanno richiesto un aiuto al Comune per pagare l’affitto l’81% sono italiane e le altre (il 19) straniere. Un rapporto simile a quello che si registra nelle domande per un sostegno al pagamento delle bollette dell’acqua: su 100 domande pervenute agli uffici, soltanto il 30% è stata presentata da famiglie straniere. Ed in entrambi i casi «si tratta di numeri – spiegano dal Comune – in linea con quelli dello scorso anno».

A intervenire sulle politiche sociali e il ruolo della pubblica amministrazione anche al fine di sedare la polemica sugli aiuti destinati, secondo qualcuno ma contrariamente ai fatti, più ai cittadini stranieri che agli italiani sono il sindaco di San Giuliano, Sergio Di Maio, e il vicesindaco Franco Marchetti, con delega alle politiche sociali.

«Spesso si commenta per il semplice sentito dire: si ascolta e si legge soltanto quello che ci piace ascoltare e leggere perché rafforza una nostra convinzione – esordisce Di Maio – Troppo spesso si sente parlare di amministrazione poco attenta ai bisogni delle persone ed in particolare di quelle in condizioni di disagio. E pure basterebbe informarsi. Questa amministrazione, nei limiti del possibile, ha sempre cercato di venire incontro alle esigenze delle fasce più deboli della popolazione. E lo ha fatto senza alcuna discriminazione».

«Proprio in questi giorni, ad esempio, sono state pubblicate le graduatorie per il contributo all’affitto: bando a suo tempo ampiamente pubblicizzato e che ha visto il quotidiano impegno degli uffici per la verifica della documentazione portata dalle persone e il sostegno alla presentazione della domanda – spiega Marchetti – Quest’anno hanno fatto richiesta per il contributo 214 persone, di cui l’81% italiane e il 19% comunitarie o extracomunitarie, tutte in regola con la documentazione. Un dato in linea con quello degli scorsi anni. Parlare quindi di impegno soltanto per gli extracomunitari, come qualcuno ha insinuato, è quanto meno strumentale. Il trend attuale vede anzi una progressiva diminuzione delle domande da parte di famiglie straniere: sia per un problema anagrafico (diminuiscono i nuclei familiari non italiani) che per un generale miglioramento delle condizioni economiche di tanti stranieri che vivono nel nostro territorio. Anche il contributo per le spese sostenute per il pagamento delle bollette dell’acqua testimonia come siano gli italiani i principali beneficiari dei rimborsi: su 100 domande pervenute agli uffici, soltanto il 30 % è stata presentata da famiglie straniere. Tra poco verrà pubblicata la graduatoria del bando per le case popolari: anche in questo caso l’andamento sarà simile». «Qualcuno ha associato l’indigenza di alcune famiglie del territorio alla presenza dei richiedenti asilo e più in generale degli extracomunitari – prosegue Di Maio – Come se la crisi o la povertà in Italia fossero iniziate con l’accentuarsi dei flussi migratori o con gli sbarchi. La crisi e la povertà nascono da un modello sbagliato di ridistribuzione della ricchezza. Mi fa piacere sottolineare che molte delle persone che vengono a chiedere aiuto al Comune non vengono a chiedere un aiuto economico ma un lavoro: a dimostrazione della volontà di reagire alla situazione senza rifugiarsi nell’assistenzialismo».

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