il centro commerciale naturale
«Il lungomare chiuso? Se ne parli solo dopo la riqualificazione»
MARINA DI PISA. L’idea di provare a chiudere il lungomare tutto il giorno in estate continua a far discutere e a delineare due fronti contrapposti. «Vorremmo invitare Valeria Antoni (la consigliera...
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MARINA DI PISA. L’idea di provare a chiudere il lungomare tutto il giorno in estate continua a far discutere e a delineare due fronti contrapposti. «Vorremmo invitare Valeria Antoni (la consigliera comunale pentastellata che ieri ha dichiarato sul Tirreno di essere favorevole alla chiusura del lungomare nel periodo estivo, ndr) ad una riunione del Centro Commerciale Naturale – afferma la presidente Simona Rindi – dove ogni esercente le spiegherà le motivazioni dell’attuale contrarietà a chiudere il lungomare senza un’opportuna opera di riqualificazione. Inoltre – sottolinea Rindi – voglio ricordare ad Antoni che l’anno scorso in consiglio comunale è stata votata una delibera nella quale si specifica che la chiusura del lungomare dovrà avvenire in seguito alla riqualificazione che comprende, oltre all’illuminazione, la piantumazione di alberi e la possibilità di rendere fruibili le spiagge di ghiaia tramite l’istallazione di pedane collegate alle attività dei bar-ristoranti presenti sul lungomare e nella piazze».
Lo scorso anno, infatti, si era parlato della possibilità di realizzare delle pedane sulle spiagge di ghiaia e di affidarne la gestione alle varie attività frontiste del lungomare. Le pedane sono state considerate come un primo passo della riqualificazione, ma il progetto ha subìto uno stop una volta arrivato sui tavoli della Soprintendenza, il cui parere è necessario dal momento che il lungomare è sottoposto a vincolo paesaggistico. Con questa brusca frenata, delle pedane ormai se ne parlerà la prossima estate. «Perché si possa procedere ad una riqualificazione – riprende Rindi – non c’è bisogno di chiudere l’intera strada, basta farla a tappe. In considerazione di tutto questo, confidiamo che la chiusura venga ben ponderata perché, se anche dopo la riqualificazione l’afflusso non aumentasse, non possiamo permetterci di mandare a casa intere famiglie che hanno deciso di svolgere il proprio lavoro sul territorio dimostrando di credere nelle sue potenzialità e di amarlo».(d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Lo scorso anno, infatti, si era parlato della possibilità di realizzare delle pedane sulle spiagge di ghiaia e di affidarne la gestione alle varie attività frontiste del lungomare. Le pedane sono state considerate come un primo passo della riqualificazione, ma il progetto ha subìto uno stop una volta arrivato sui tavoli della Soprintendenza, il cui parere è necessario dal momento che il lungomare è sottoposto a vincolo paesaggistico. Con questa brusca frenata, delle pedane ormai se ne parlerà la prossima estate. «Perché si possa procedere ad una riqualificazione – riprende Rindi – non c’è bisogno di chiudere l’intera strada, basta farla a tappe. In considerazione di tutto questo, confidiamo che la chiusura venga ben ponderata perché, se anche dopo la riqualificazione l’afflusso non aumentasse, non possiamo permetterci di mandare a casa intere famiglie che hanno deciso di svolgere il proprio lavoro sul territorio dimostrando di credere nelle sue potenzialità e di amarlo».(d.l.)
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