Il Tirreno

Pisa

Siccità, canale a secco decine di pesci salvati con il guadino

Siccità, canale a secco decine di pesci salvati con il guadino

Soccorsi dai volontari dopo la morìa per l’acqua ritirata Il sindaco: «Gli esemplari sono stati trasferiti nella Barra» 

2 MINUTI DI LETTURA





VECCHIANO. L’afa, in superficie, non fa respirare gli umani. Ma anche la scarsità d’acqua nei ruscelli soffoca i pesci. E li uccide. È l’effetto provocato da un caldo luciferino contro il quale la fauna ittica non ha difese, né ripari.

Una morìa dovuta alla forte siccità di questi giorni capace di creare nei corsi d'acqua, grandi aree in secca. In questi tratti “desertificati” c'è talmente poca acqua che tantissimi pesci si sono concentrati in poche pozze relativamente piccole.

Ammassati per contendersi un ossigeno che non c’è per tutti. Con il risultato di ritrovarsi stecchiti sui fondali asciutti.

È un’emergenza che lunedì, ma il fronte viene monitorato tutti i giorni, ha lasciato sul campo moltissimi pesci. E che ha spinto il Comune e singoli volontari a intervenire. “Armati” di guadini i salvatori hanno recuperato i pesci morenti o quasi buttandoli in un canale vicino che porta al lago di Massaciuccoli. La situazione nel fosso di guardia di via Pietra a Padule è davvero ai minimi termini.

Tra quelli che si sono distinti per generosità e slancio c’è Maurizio Masetti presente per tutta la giornata.

«L’acqua era bassa o inesistente – spiega –. E l’unico modo per salvare i pesci era quello di prenderli e lasciarli in altri corsi d’acqua». Accanto a Masetti hanno dato un contributo anche il pescatore Alberto Bonucci di Avane e un volontario Donato Capobianco di Rigoli. Per tutti i pesci non è stato possibile un salvataggio a cui ha preso parte anche l’apparato comunale.

Un’asfissia che ha messo ko lucci, pesci gatto, carpe a specchio, carpe regina, muggini, anguille, persico trota. Del caso è stato avvisato anche il Consorzio di Bonifica. Anche per un intervento igienico considerato l’odore del pescio in putrefazione sotto il sole.

Spiega il sindaco Massimiliano Angori: «I pesci sono stati prelevati dal fosso nei pressi dell'incrocio Traversagna-Pietra a Padule e trasferiti parte nella canale Barra e parte più a nord dove c'è la fontanella. Non so indicare il numero preciso, ma di sicuro alcune decine di esemplari sono state salvate. L’ufficio tecnico e l’assessore all’Ambiente si sono mossi in tempo. Un grazie alle associazioni di volontariato impegnate nel recupero dei pesci, ma in contemporanea anche sul fronte delle fiamme ad Avane. Il loro è un contributo davvero apprezzabile».(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera