“Lo die di San Sisto” per la città è un giorno speciale
Domani Pisa celebra “lo die di Santo Sisto”, giorno in cui si sono susseguiti alcuni dei più significativi avvenimenti storici della Repubblica Marinara, compresa la sconfitta della Meloria del 1284....
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Domani Pisa celebra “lo die di Santo Sisto”, giorno in cui si sono susseguiti alcuni dei più significativi avvenimenti storici della Repubblica Marinara, compresa la sconfitta della Meloria del 1284. Ma prima di questa resa che sancì la fine della gloriosa repubblica, il 6 agosto aveva sempre visto Pisa trionfare nei vari secoli. Basta ricordare il 6 agosto 1063 quando l’armata pisana, comandata dall’ammiraglio Giovanni Orlandi, entrò nel porto di Palermo e ancora il 6 agosto 1087 quando i pisani, espugnata Pantelleria, sbarcano sulla costa africana dove conquistano Zawila e Mahdiy.
Poi il 6 agosto 1113, data in cui l’armata pisana, comandata dall’arcivescovo Pietro Moriconi, salpò verso le Baleari che verranno conquistate con una campagna protrattasi per oltre un anno.
Quest’anno alle tradizionali celebrazioni se ne aggiunge un’altra promossa dalla Parte di Mezzogiorno e frutto dello studio della professoressa Gabriella Garzella, storica pisana, presentato durante la serie di incontri organizzati nel maggio scorso dal comando australe.
Nell’Archivio Capitolare di Pisa si conserva un registro di entrate e uscite delle spese effettuate per le esigenze della vita quotidiana dei canonici della cattedrale per un anno completo, dal luglio 1258 al giugno 1259.
La sezione riguardante “l’exitus coquine”, ossia le uscite per la cucina, annota anche acquisti particolari di cibo in occasione di determinate solennità religiose: per la festività di San Sisto del 6 agosto l’economo comprò, per la tavola dei canonici, uva da consumare a fine pasto dopo che fosse stata benedetta. Il comando di Mezzogiorno ha deciso di recuperare questa antica e ormai dimenticata consuetudine, ossia la tradizione di far benedire l’uva per il giorno di San Sisto. Domani, quindi, in collaborazione con l’Associazione degli Amici di Pisa che da anni organizza il “Die di Santo Sisto”, la Parte australe porterà un cesto d’uva nella chiesa di San Sisto in Cortevecchia per la benedizione durante l’Offertorio della funzione.
Poi il 6 agosto 1113, data in cui l’armata pisana, comandata dall’arcivescovo Pietro Moriconi, salpò verso le Baleari che verranno conquistate con una campagna protrattasi per oltre un anno.
Quest’anno alle tradizionali celebrazioni se ne aggiunge un’altra promossa dalla Parte di Mezzogiorno e frutto dello studio della professoressa Gabriella Garzella, storica pisana, presentato durante la serie di incontri organizzati nel maggio scorso dal comando australe.
Nell’Archivio Capitolare di Pisa si conserva un registro di entrate e uscite delle spese effettuate per le esigenze della vita quotidiana dei canonici della cattedrale per un anno completo, dal luglio 1258 al giugno 1259.
La sezione riguardante “l’exitus coquine”, ossia le uscite per la cucina, annota anche acquisti particolari di cibo in occasione di determinate solennità religiose: per la festività di San Sisto del 6 agosto l’economo comprò, per la tavola dei canonici, uva da consumare a fine pasto dopo che fosse stata benedetta. Il comando di Mezzogiorno ha deciso di recuperare questa antica e ormai dimenticata consuetudine, ossia la tradizione di far benedire l’uva per il giorno di San Sisto. Domani, quindi, in collaborazione con l’Associazione degli Amici di Pisa che da anni organizza il “Die di Santo Sisto”, la Parte australe porterà un cesto d’uva nella chiesa di San Sisto in Cortevecchia per la benedizione durante l’Offertorio della funzione.
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