Così Moneyless trasforma l’ex deposito
di Carlotta Lattanzi
Lo street artist di fama internazionale al lavoro al deposito di via Conte Fazio
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PISA. Inaugurata lunedì 31 luglio, con la grandiosa opera muraria “Re-Nasci” dell’artista statunitense Gaia, la galleria a cielo aperto del festival stArt – Welcome to Pisa si appresta a veder concluso anche il secondo grande dipinto urbano.
Stavolta il contributo è quello del pittore e street-artist Teo Pirisi, in arte Moneyless, a cui seguirà quello di Alberonero (Luca Boffi). Due importanti interventi che vedranno la luce rispettivamente sulla facciata nord (via San Giovanni al Gatano) e sud (via Conte Fazio) del deposito idraulico di proprietà della Regione Toscana. Ente, quest’ultimo, di vitale importanza economica per la realizzazione del festival stArt, in quanto promotore del bando pubblico “Toscana in contemporanea 2017”. Infatti, secondo le linee programmatiche del progetto “Giovanisì”, il bando ha favorito una squadra di artisti e operatori culturali tutti under 35.
Il muro? Una finestra sul mondo. Alberonero comincerà a lavorare dalla seconda metà di agosto, mentre l’opera di Moneyless “Pisa 01”, completata in queste ore, verrà inaugurata a breve. Colori, movimenti e trasparenze entro linee creatrici di profondità: un gioco in cui le superfici si moltiplicano e si sovrappongono trasformando, a detta dell’artista stesso, il muro in «una finestra che va oltre il confine del muro stesso». Trasparenze che riecheggiano, peraltro, il titolo della prossima personale dell’artista, appunto, “Transparency”, che avrà luogo a Los Angeles il 26 di agosto. Sorta di Mirò o Kandinsky del cemento, Moneyless è un artista che, a ben guardare, non assomiglia a nessuno fatta eccezione, si azzarda, per un’aria da Soulages nella pennellata agente sulla superficie per “fare una croce” sull’abbandono della superficie stessa. Il gesto artistico è purificatore e capace di infondere nuova energia nella materia. A ciò si aggiunge l’uso paradossale dell’astrattismo geometrico, ovvero il raggiungimento della tridimensionalità attraverso la bidimensionalità stessa delle forme utilizzate e delle campiture di colore uniformi. Una tridimensionalità che emerge non solo nei murales, ma anche nei dipinti-costruzioni, che riportano su tela “Rotazioni”, “Movimenti” e “Linee” di pevsneriana e tatliniana memoria. “Less is more” è il concetto prevalente nella sua opera, che riesce a farsi “molto e ancor di più” grazie alla straordinaria capacità di collocarsi nello spazio urbano e armonizzarsi con esso.
StArt: uno spazio estetico per tutte le sensibilità. Se l’astrattismo di Moneyless ben si colloca nello spazio urbano, esso trova collocazione altrettanto adeguata anche nello spazio estetico che stArt aspira a costruire. «Al festival partecipano artisti sia figurativi sia astratti, nel tentativo di raggiungere le diverse sensibilità e rappresentare le eterogenee espressioni dell’arte contemporanea» commenta a questo proposito il curatore Gian Guido Maria Grassi. «Sia Moneyless che Alberonero - spiega - sono due artisti che lavorano con la geometria ed il colore: il primo con le sue frammentazioni e trasparenze si è mosso in una dimensione sempre più astratta, il secondo sta percorrendo un percorso di natura più architettonica che dialoga con le ricerche dei grandi Maestri degli anni ‘60 e ‘70 come Bruno Munari. La posizione del deposito, inoltre, è strategica. Punto più alto della zona, è visibile e domina l’intero quartiere accogliendo chi, lungo l’Aurelia, arriva a Pisa provenendo da Livorno e da Viareggio: Welcome to Pisa».
Arte e riqualificazione urbana. Un progetto artistico ambizioso, dunque, a maggior ragione considerandone il fine parallelo, ovvero quello della riqualificazione di una zona come quella di Porta a Mare. Basti pensare alla nuova vita del deposito, la cui superficie esterna, infestata da sterpi e rovi, è stata oggetto di un importante lavoro di bonifica proprio per consentire la realizzazione delle opere. «Il Festival continua a crescere con il secondo intervento, che sarà sicuramente un nuovo successo. A Teo Moneyless Pirisi dobbiamo molto» sottolinea inoltre l’assessore alla cultura Andrea Ferrante, tra i primi a sostenere l’iniziativa. «Con lui e Gian Guido Grassi, più di un anno fa, cominciavamo a immaginare questa impresa – prosegue Ferrante – Non sarebbe stato possibile concretizzarla senza il suo prestigio nel mondo dell’arte pubblica, grazie al quale tanti artisti di grande statura internazionale hanno accettato di essere coinvolti».
Arte d’estate. Inoltre, a poca distanza dall’inaugurazione della seconda opera d’arte urbana, stArt sembra essere una tra le più affascinanti proposte culturali estive della città. «L’estate – aggiunge a questo proposito Gian Guido Grassi – è un momento strategico per la realizzazione del festival, in quanto permette una più agevole realizzazione e fruizione dei lavori degli artisti. Un’arte pubblica e partecipata, incentivata da una serie di incontri ravvicinati con l’arte nel suo farsi. Sono un esempio gli appuntamenti di live painting, durante i quali è possibile osservare da vicino l’artista al lavoro. Dopo il 15 settembre, i pisani, ormai rientrati dalle vacanze, si troveranno di fronte una realtà nuova e più bella. Quello sarà il momento per coinvolgere le scuole in una grande festa di fine estate».
Dentro o fuori dalle gallerie . Se la partecipazione sembra essere uno dei punti focali del festival, quello che emerge dai primi interventi è la straordinaria reciprocità di valori in gioco: tanto l’arte è arricchita dallo spazio urbano, quanto lo spazio urbano trae nuova vitalità dall’arte. Del resto, per usare le parole di Moneyless «dentro o fuori dalle gallerie, l’importante è che l’arte ci sia. La forza della strada è che chiunque riesce a fruirne. Io lavoro su entrambi i fronti e amo che, tanto le mie mostre quanto i miei murales, siano il più possibile capaci di avvicinare le persone a questo mondo».
Stavolta il contributo è quello del pittore e street-artist Teo Pirisi, in arte Moneyless, a cui seguirà quello di Alberonero (Luca Boffi). Due importanti interventi che vedranno la luce rispettivamente sulla facciata nord (via San Giovanni al Gatano) e sud (via Conte Fazio) del deposito idraulico di proprietà della Regione Toscana. Ente, quest’ultimo, di vitale importanza economica per la realizzazione del festival stArt, in quanto promotore del bando pubblico “Toscana in contemporanea 2017”. Infatti, secondo le linee programmatiche del progetto “Giovanisì”, il bando ha favorito una squadra di artisti e operatori culturali tutti under 35.
Il muro? Una finestra sul mondo. Alberonero comincerà a lavorare dalla seconda metà di agosto, mentre l’opera di Moneyless “Pisa 01”, completata in queste ore, verrà inaugurata a breve. Colori, movimenti e trasparenze entro linee creatrici di profondità: un gioco in cui le superfici si moltiplicano e si sovrappongono trasformando, a detta dell’artista stesso, il muro in «una finestra che va oltre il confine del muro stesso». Trasparenze che riecheggiano, peraltro, il titolo della prossima personale dell’artista, appunto, “Transparency”, che avrà luogo a Los Angeles il 26 di agosto. Sorta di Mirò o Kandinsky del cemento, Moneyless è un artista che, a ben guardare, non assomiglia a nessuno fatta eccezione, si azzarda, per un’aria da Soulages nella pennellata agente sulla superficie per “fare una croce” sull’abbandono della superficie stessa. Il gesto artistico è purificatore e capace di infondere nuova energia nella materia. A ciò si aggiunge l’uso paradossale dell’astrattismo geometrico, ovvero il raggiungimento della tridimensionalità attraverso la bidimensionalità stessa delle forme utilizzate e delle campiture di colore uniformi. Una tridimensionalità che emerge non solo nei murales, ma anche nei dipinti-costruzioni, che riportano su tela “Rotazioni”, “Movimenti” e “Linee” di pevsneriana e tatliniana memoria. “Less is more” è il concetto prevalente nella sua opera, che riesce a farsi “molto e ancor di più” grazie alla straordinaria capacità di collocarsi nello spazio urbano e armonizzarsi con esso.
StArt: uno spazio estetico per tutte le sensibilità. Se l’astrattismo di Moneyless ben si colloca nello spazio urbano, esso trova collocazione altrettanto adeguata anche nello spazio estetico che stArt aspira a costruire. «Al festival partecipano artisti sia figurativi sia astratti, nel tentativo di raggiungere le diverse sensibilità e rappresentare le eterogenee espressioni dell’arte contemporanea» commenta a questo proposito il curatore Gian Guido Maria Grassi. «Sia Moneyless che Alberonero - spiega - sono due artisti che lavorano con la geometria ed il colore: il primo con le sue frammentazioni e trasparenze si è mosso in una dimensione sempre più astratta, il secondo sta percorrendo un percorso di natura più architettonica che dialoga con le ricerche dei grandi Maestri degli anni ‘60 e ‘70 come Bruno Munari. La posizione del deposito, inoltre, è strategica. Punto più alto della zona, è visibile e domina l’intero quartiere accogliendo chi, lungo l’Aurelia, arriva a Pisa provenendo da Livorno e da Viareggio: Welcome to Pisa».
Arte e riqualificazione urbana. Un progetto artistico ambizioso, dunque, a maggior ragione considerandone il fine parallelo, ovvero quello della riqualificazione di una zona come quella di Porta a Mare. Basti pensare alla nuova vita del deposito, la cui superficie esterna, infestata da sterpi e rovi, è stata oggetto di un importante lavoro di bonifica proprio per consentire la realizzazione delle opere. «Il Festival continua a crescere con il secondo intervento, che sarà sicuramente un nuovo successo. A Teo Moneyless Pirisi dobbiamo molto» sottolinea inoltre l’assessore alla cultura Andrea Ferrante, tra i primi a sostenere l’iniziativa. «Con lui e Gian Guido Grassi, più di un anno fa, cominciavamo a immaginare questa impresa – prosegue Ferrante – Non sarebbe stato possibile concretizzarla senza il suo prestigio nel mondo dell’arte pubblica, grazie al quale tanti artisti di grande statura internazionale hanno accettato di essere coinvolti».
Arte d’estate. Inoltre, a poca distanza dall’inaugurazione della seconda opera d’arte urbana, stArt sembra essere una tra le più affascinanti proposte culturali estive della città. «L’estate – aggiunge a questo proposito Gian Guido Grassi – è un momento strategico per la realizzazione del festival, in quanto permette una più agevole realizzazione e fruizione dei lavori degli artisti. Un’arte pubblica e partecipata, incentivata da una serie di incontri ravvicinati con l’arte nel suo farsi. Sono un esempio gli appuntamenti di live painting, durante i quali è possibile osservare da vicino l’artista al lavoro. Dopo il 15 settembre, i pisani, ormai rientrati dalle vacanze, si troveranno di fronte una realtà nuova e più bella. Quello sarà il momento per coinvolgere le scuole in una grande festa di fine estate».
Dentro o fuori dalle gallerie . Se la partecipazione sembra essere uno dei punti focali del festival, quello che emerge dai primi interventi è la straordinaria reciprocità di valori in gioco: tanto l’arte è arricchita dallo spazio urbano, quanto lo spazio urbano trae nuova vitalità dall’arte. Del resto, per usare le parole di Moneyless «dentro o fuori dalle gallerie, l’importante è che l’arte ci sia. La forza della strada è che chiunque riesce a fruirne. Io lavoro su entrambi i fronti e amo che, tanto le mie mostre quanto i miei murales, siano il più possibile capaci di avvicinare le persone a questo mondo».
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