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Concorso “pilotato”, il rettore sospende l’inchiesta interna
Stop anche al comitato etico: «C’è un’indagine penale». L’autrice dell’esposto contesta la decisione di Mancarella
PISA. Nessuna inchiesta interna. E stop ai lavori del comitato etico con il procedimento disciplinare aperto e poi accantonato. È la decisione del rettore Paola Mancarella sul caso del presunto concorso pilotato denunciato dalla dottoressa Giulia Romano, livornese, per una cattedra di professore ordinario al dipartimento di Economia e management. Motivo? L’apertura di un procedimento penale sugli stessi fatti con tre docenti indagati per abuso d’ufficio. Una decisione, quella di non procedere ad accertamenti interni all’ateneo, che viene contestata dalla professoressa che, attraverso il suo legale, avvocato Francesco Agostinelli, afferma: «Non condividendone giuridicamente il contenuto alla comunicazione del rettore ho replicato che era vero che sia l’articolo 23 del codice etico di ateneo che l’articolo 117 DPR 3/57 consentono sia la sospensione che l’omessa apertura dei procedimenti disciplinare ed etico, ma ciò solo nel caso di esercizio dell’azione penale (ad esempio con la richiesta di rinvio a giudizio) e non anche nel caso in cui, come il nostro, vi siano solo delle indagini in corso». Nonostante le richieste di aprire il procedimento disciplinare e riaprire quello etico a carico delle persone denunciate dalla ricercatrice, Mancarella ha risposto in modo negativo.
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«Contrariamente alle indicazioni della giurisprudenza amministrativa sul procedimento disciplinare (estensibili anche a quello Etico al primo assimilabile) – spiega il legale – l’Università di Pisa ha scelto di non aprire alcun procedimento disciplinare nei riguardi degli indagati ed ha, nel contempo, sospeso quello etico». Alla base della denuncia ci sono le registrazione effettuate dal marito della candidata, il prof Andrea Guerrini, con il docente Luciano Marchi, presidente della commissione che parla di «accordi già presi». Come se fosse già stato deciso tutto a tavolino. La ricercatrice, prima delusa e poi determinata nel denunciare quello che sostiene essere stato un concorso truccato, risponde al professor Aldo Pavan, membro esterno della commissione di valutazione, che al Tirreno aveva negato pressioni e spiegato perché il professor Simone Lazzini aveva meritato l’incarico. Sostiene che non è vero di aver concentrato le sue ricerche solo sul settore acqua e che anche il professor Lazzini firma pubblicazioni con la moglie.
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«Il professor Pavan afferma nell’intervista: “A giudizio della commissione Lazzini rispondeva meglio a quel profilo. Era più versatile. La candidata Romano aveva fatto delle cose molto belle, ma tutte nello stesso settore, quello dell'acqua” – dichiara l’avvocato Agostinelli –. L’affermazione non è corretta. Come membro della commissione, non gli doveva sfuggire che la dottoressa Romano ha presentato per la valutazione 6 pubblicazioni che non hanno niente a che fare con il settore dell’acqua. Sfogliando poi il curriculum della candidata Romano, si sarebbero indubbiamente notati i tanti e diversi interessi di ricerca, che spaziano dalla quotazione in Borsa alla corporate governance al settore dei rifiuti, dalla sanità al private equity, dal capitale intellettuale ai controlli contabili. Infine, il professor Pavan evidenzia che “tante pubblicazioni erano firmate anche dal marito (Andrea Guerrini, docente universitario e presidente Asa di Livorno, ndr). È frequente la pubblicazione a doppia firma. Quella tra coniugi un po' meno”. Occorre premettere che appare strano che i commissari di un concorso pubblico sindachino sui rapporti familiari che i candidati hanno con i loro coautori atteso che questo aspetto mai è stato indicato come un criterio di valutazione. In ogni caso sorprende come il professor Pavan non abbia sottolineato al cronista, essendo lui entrato nell’argomento, come anche il vincitore, e cioè il professor Lazzini, sia sposato con una collega e che con quest’ultima avesse in comune anche egli alcune pubblicazioni. Del resto anche il professor Marchi è sposato con la professor Antonella Paolini, ordinario di Economia aziendale all’Università di Macerata con la quale condivide, come noto, alcune pubblicazioni».
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