Porta a Mare si colora con nuovi murales
Dalla prossima settimana writers internazionali faranno di alcuni edifici del quartiere la loro superficie di disegno
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PISA. A partire dalla prossima settimana, writers di fama internazionale faranno di alcuni edifici di Porta a Mare la loro superficie di disegno. Un’ondata di colori, diffusa per tutto il quartiere, per dare un nuovo volto ad una delle aree urbane più in fase di cambiamento della città. «Pisa può vantare la presenza di Tuttomondo e reiterando questa nuova esperienza può costruire in pochi anni un vero e proprio percorso di arte urbana, che potrà sviluppare nel tempo una propria attrattività», dice l’assessore alla cultura Andrea Ferrante. Porta a Mare è testimone di parti decisive della storia pisana. Oggi, con la ripresa della cantieristica ai Navicelli, la prossima apertura dell’Incile e la dislocazione di nuove funzioni urbane, il quartiere è nel pieno di una riqualificazione urbanistica.
Il festival “Welcome to Pisa” è ideato e promosso dal Comune di Pisa, in collaborazione con il curatore Gian Guido Maria Grassi e l’associazione Casa della città Leopolda. La direzione esecutiva dei lavori è affidata a Roberto Pasqualetti, dirigente alla qualità e al restauro dei beni storico-artistici. L’iniziativa ha un partner di primo livello nell’Università di Pisa, che permetterà ai suoi studenti di effettuare tirocini formativi presso l’organizzazione del festival. «Dando il suo contributo a questa iniziativa, l’Università adempie alle sue funzioni formative - spiega la prorettrice agli studenti Antonella Del Corso - e inoltre dimostra di essere una risorsa che la città può e deve cogliere».
Il percorso partecipativo è stato avviato con un confronto con i residenti, il Ctp 2, le imprese e le associazioni del quartiere che «ha accolto fin da subito con entusiasmo il progetto - dice Benedetta Di Gaddo, presidente del Ctp 2 -. Dopo aver visto i bozzetti preparatori possiamo dire che i soggetti delle opere saranno coerenti con la storia del nostro quartiere e questo ci rende ancora più felici dell’iniziativa».
Sono stati individuati i primi edifici (uno è quello della Saint-Gobain lungo l’Aurelia) che ospiteranno su facciate o muri perimetrali esterni le opere dei writers. Gli artisti, tutti giovanissimi, nati tra il 1975 e il 1989, sono riconosciuti a livello internazionale e hanno già lasciato il segno in altre città con le loro opere di street art. I murales saranno realizzati grazie al consenso dei privati che hanno deciso di concedere una parete del proprio edificio per ospitare le opere. Inoltre interventi degli stessi artisti saranno realizzati nell’area dei Navicelli, dove i pilastri del raccordo A12 diventeranno una vera e propria galleria a cielo aperto. Il Festival andrà avanti per tutta l’estate e terminerà alla fine di settembre con una festa-vernissage. «L’idea è nata dall’incontro con l’assessore Ferrante e dall’amicizia con l’artista Teo Pirisi, dall’unione della volontà politica di una riqualificazione urbana, culturale e sociale del quartiere di Porta a Mare con una visione pubblica dell’arte - spiega Grassi -. È così iniziato un percorso che ha portato alla scelta delle superfici su cui intervenire e alla selezione di alcuni artisti, italiani e stranieri, figurativi e astratti. Di fondamentale aiuto è stata stART, gruppo di giovani ragazzi che hanno sostenuto con entusiasmo l’iniziativa».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il festival “Welcome to Pisa” è ideato e promosso dal Comune di Pisa, in collaborazione con il curatore Gian Guido Maria Grassi e l’associazione Casa della città Leopolda. La direzione esecutiva dei lavori è affidata a Roberto Pasqualetti, dirigente alla qualità e al restauro dei beni storico-artistici. L’iniziativa ha un partner di primo livello nell’Università di Pisa, che permetterà ai suoi studenti di effettuare tirocini formativi presso l’organizzazione del festival. «Dando il suo contributo a questa iniziativa, l’Università adempie alle sue funzioni formative - spiega la prorettrice agli studenti Antonella Del Corso - e inoltre dimostra di essere una risorsa che la città può e deve cogliere».
Il percorso partecipativo è stato avviato con un confronto con i residenti, il Ctp 2, le imprese e le associazioni del quartiere che «ha accolto fin da subito con entusiasmo il progetto - dice Benedetta Di Gaddo, presidente del Ctp 2 -. Dopo aver visto i bozzetti preparatori possiamo dire che i soggetti delle opere saranno coerenti con la storia del nostro quartiere e questo ci rende ancora più felici dell’iniziativa».
Sono stati individuati i primi edifici (uno è quello della Saint-Gobain lungo l’Aurelia) che ospiteranno su facciate o muri perimetrali esterni le opere dei writers. Gli artisti, tutti giovanissimi, nati tra il 1975 e il 1989, sono riconosciuti a livello internazionale e hanno già lasciato il segno in altre città con le loro opere di street art. I murales saranno realizzati grazie al consenso dei privati che hanno deciso di concedere una parete del proprio edificio per ospitare le opere. Inoltre interventi degli stessi artisti saranno realizzati nell’area dei Navicelli, dove i pilastri del raccordo A12 diventeranno una vera e propria galleria a cielo aperto. Il Festival andrà avanti per tutta l’estate e terminerà alla fine di settembre con una festa-vernissage. «L’idea è nata dall’incontro con l’assessore Ferrante e dall’amicizia con l’artista Teo Pirisi, dall’unione della volontà politica di una riqualificazione urbana, culturale e sociale del quartiere di Porta a Mare con una visione pubblica dell’arte - spiega Grassi -. È così iniziato un percorso che ha portato alla scelta delle superfici su cui intervenire e alla selezione di alcuni artisti, italiani e stranieri, figurativi e astratti. Di fondamentale aiuto è stata stART, gruppo di giovani ragazzi che hanno sostenuto con entusiasmo l’iniziativa».
Francesco Loi
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