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Pisa

Avvocato morto, chiesto il processo per la sorella 

Avvocato morto, chiesto il processo per la sorella 

La Procura contesta all’anestesista l’accusa di omicidio per questioni ereditarie Il legale avrebbe voluto lasciare quasi tutto alla giovane fidanzata straniera

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PISA. «La richiesta di rinvio a giudizio non mi meraviglia, piuttosto mi sembra che le indagini non abbiano contribuito a chiarire le circostanze poco nitide della vicenda. Mi domando se abbiano letto le intercettazioni. Marzia? È amareggiata per essere destinataria di un'accusa così grave nei confronti del fratello».

Così l'avvocato Anna Francini, difensore di Marzia Corini, 53 anni, la donna accusata di aver ucciso il fratello Marco Valerio Corini, avvocato dei vip e amico di Gigi Buffon, attraverso una sedazione a base di Midazolam. L'uomo era affetto da tumore ed era in fase terminale Un gesto che sarebbe da ricondurre, secondo la procura, al rischio di rimanere esclusa dal testamento del fratello in favore della giovane compagna dell'avvocato, Isabò Michelle Barack, di 21 anni. La sorella si è sempre difesa che il farmaco era stato usato per lenire i dolori del fratello.

Il pm della procura spezzina Luca Monteverde ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio, che sarà discussa davanti al gup Mario De Bellis. La donna, medico anestesista di Medici senza frontiere, è accusata, oltre che di omicidio volontario, anche del furto del Mizadolam dal reparto di Rianimazione dell'ospedale di Pisa, mentre è caduta l'accusa iniziale di distruzione del testamento, quello redatto da Marco Corini, morto a 51 anni, il 25 settembre del 2015, nel luglio 2015 e che la escludeva dalla successione indicando nella fidanzata la beneficiaria quasi esclusiva del 'tesoro'. Un reato, quest'ultimo, attribuito dalla procura alla sola Giuliana Feliciani, avvocato ed ex compagna dello studio legale, accusata anche di circonvenzione di incapace e, in concorso proprio con la stessa Corini, di falso in testamento, per la correzione post-mortem delle ultime volontà dell'avvocato. Anche per lei è stato chiesto il giudizio. Secondo l'accusa, le due, approfittando dello stato di Marco Corini, lo avrebbero indotto a sottoscrivere un testamento olografo a loro beneficio.

L'infermiere di Pisa Fabio Gianelli esce dall'inchiesta per omicidio ma dovrà rispondere di peculato, in relazione al catetere e al gastroprotettore prelevati dall'ospedale di Pisa. Secondo quanto ricostruito dalla procura, il testamento 'pilotato' del 18 settembre 2015 riconosceva un milione di euro e la villa di Ameglia alla fidanzata dell'avvocato, un milione di euro alla sorella, 400mila all'avvocato Feliciani, 30 mila alla colf e 300 mila euro alla madre dell'avvocato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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