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Bollettini-truffa inviati alle aziende
Si chiedono soldi (389 euro) per la Camera di commercio Indicata la scadenza del 31 luglio. Esposto in Procura
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PISA. Con l’avvinarsi della scadenza per il pagamento da parte delle aziende del diritto annuale alla Camera di commercio, il prossimo 31 luglio, arrivano puntuali i tentativi di truffa che approfittano proprio di questo termine di pagamento.
In queste ultime settimane molte aziende hanno ricevuto dei bollettini postali precompilati, intestati regolarmente alla ditta con tanto di partita Iva e protocollo, con la richiesta di pagamento di 389 euro. In grande, sopra il bollettino, campeggia la scritta “C.C.I.A.A. Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura” in modo da confondere il destinatario Un occhio esperto capisce subito che non si tratta del diritto annuale della Camera di commercio ma bensì una truffa, o meglio dell’iscrizione nella “sezione mediatica del Centro Servizi Telematici” del sito www.registrotelematicoimprese.it. Addirittura è prevista una maggiorazione in caso di mancato rispetto della scadenza indicata sul bollettino. La Camera di commercio di Pisa ha ricevuto diverse segnalazioni tanto da inviare un esposto alla Procura della Repubblica.
«La Camera di commercio di Pisa è completamente estranea a questa procedura – si legge in un suo comunicato -. L'unico tributo dovuto all'ente camerale è il “diritto annuale”, che non si assolve con bollettino postale ma con modello F24 oppure on line sulla piattaforma Pago PA. Le imprese che abbiano ricevuto comunicazioni di questo genere sono invitate a segnalarlo agli uffici camerali (tel. 050-512.234-339-294-237, oppure via mail comunicazione@pi.camcom.it)”. Della vicenda si è occupata anche la Confesercenti ricevendo alcuni bollettini “sospetti” dai propri soci. Spiega il responsabile area pisana Simone Romoli: «Un fenomeno che denunciamo da anni di cui sono spesso vittime le aziende di nuova costituzione. I professionisti del raggiro dispongono infatti dei nominativi delle imprese neo costituite cui indirizzano questi bollettini precompilati, puntando proprio sull'inesperienza e lasciando intendere che il pagamento sia dovuto per obblighi giuridici. Ne ho personalmente strappati e cestinati tantissimi in questi anni – conclude Romoli -. Il suggerimento è quello di rivolgersi alle nostre sedi per verificare qualunque richiesta di pagamento sospetta».
Daniele Benvenuti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
In queste ultime settimane molte aziende hanno ricevuto dei bollettini postali precompilati, intestati regolarmente alla ditta con tanto di partita Iva e protocollo, con la richiesta di pagamento di 389 euro. In grande, sopra il bollettino, campeggia la scritta “C.C.I.A.A. Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura” in modo da confondere il destinatario Un occhio esperto capisce subito che non si tratta del diritto annuale della Camera di commercio ma bensì una truffa, o meglio dell’iscrizione nella “sezione mediatica del Centro Servizi Telematici” del sito www.registrotelematicoimprese.it. Addirittura è prevista una maggiorazione in caso di mancato rispetto della scadenza indicata sul bollettino. La Camera di commercio di Pisa ha ricevuto diverse segnalazioni tanto da inviare un esposto alla Procura della Repubblica.
«La Camera di commercio di Pisa è completamente estranea a questa procedura – si legge in un suo comunicato -. L'unico tributo dovuto all'ente camerale è il “diritto annuale”, che non si assolve con bollettino postale ma con modello F24 oppure on line sulla piattaforma Pago PA. Le imprese che abbiano ricevuto comunicazioni di questo genere sono invitate a segnalarlo agli uffici camerali (tel. 050-512.234-339-294-237, oppure via mail comunicazione@pi.camcom.it)”. Della vicenda si è occupata anche la Confesercenti ricevendo alcuni bollettini “sospetti” dai propri soci. Spiega il responsabile area pisana Simone Romoli: «Un fenomeno che denunciamo da anni di cui sono spesso vittime le aziende di nuova costituzione. I professionisti del raggiro dispongono infatti dei nominativi delle imprese neo costituite cui indirizzano questi bollettini precompilati, puntando proprio sull'inesperienza e lasciando intendere che il pagamento sia dovuto per obblighi giuridici. Ne ho personalmente strappati e cestinati tantissimi in questi anni – conclude Romoli -. Il suggerimento è quello di rivolgersi alle nostre sedi per verificare qualunque richiesta di pagamento sospetta».
Daniele Benvenuti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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