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Pisa

Geofor, organizzazione sotto accusa 

Geofor, organizzazione sotto accusa 

I lavoratori in presidio alla sede di Pontedera: siamo stanchi e non riusciamo a finire la raccolta rifiuti

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PISA. Il contratto sulla carta ci sarebbe, da marzo. «Peccato manchi nei fatti» è la battuta più frequenta di fronte ai cancelli della Geofor, in quello che nell’intera giornata di ieri è stato un momento di protesta.

Uno sciopero proclamato da Cgil, Usb, Cisl, Ugl e Uil per chiedere un incontro formale all’azienda. Al centro del dibattere, ancora, le esternalizzazioni e i ritmi di lavoro minati da una non ottimale organizzazione logistica.

«Chiedevamo una riorganizzazione di turni e orari del sabato pomeriggio e questi hanno esternalizzato, arrivando all’assurdo di appaltare un singolo pezzo della giornata a esterni. Abbiamo chiesto due operatori sul servizio ingombranti perché uno solo non ce la poteva fare e anche lì hanno esternalizzato».

C’è sconforto e rabbia fra i lavoratori dell’azienda di raccolta rifiuti pisana. L’impressione è quella di un “disarmo”. Che la spa pubblica stia sempre più guardando ai privati.

«Ma aspettano noi per decidere quali servizi non gestire direttamente? – ironizza Stefano Teotino di Usb, con gli altri scioperanti e rappresentanti sindacali ieri mattina di fronte ai cancelli, in viale America, davanti alla sede di Gello a Pontedera –. Nel frattempo l’azienda ha continuato a fare spostamenti arbitrari e demansionamenti».

Da qui la decisione di protestare, con braccia incrociate in tutto il bacino Geofor, per un’adesione che le sigle definiscono «altissima» e ha creato disagi soprattutto a Pisa e Pontedera.

Nel mirino una gestione dei turni e dei giri di raccolta che, per dirla con le parole di Miro Beretta della Cgil, «funzionano sulla carta, ma non nei fatti».

«C’avevano assicurato una sperimentazione nelle scelte per la gestione dei giri, ma dopo la firma dell’accordo hanno di nuovo cambiato tutto. A Pisa ci sono stati disagi notevoli: i lavoratori sono stanchi e non riescono a finire le raccolte nei tempi previsti – dice Beretta, che segnala anche un problema di sicurezza all’inceneritore di Ospedaletto –. È stata fatta una turnazione diversa, togliendo in parte una squadra. In sostanza c’è una persona in meno e questo rischia di cozzare con le norme. Tutto questo nasce dal particolare contesto di un’azienda che è tra le poche a non aver completato la gara per il gestore unico. Applichiamo il contratto nazionale in un contesto troppo piccolo».

L’azienda intanto si difende, definendo la protesta «sproporzionata» in quanto «il confronto sulle questioni organizzative è iniziato» e assicurando all’utenza il proprio impegno a recuperare il servizio mancato ieri nella giornata di oggi.

Nilo Di Modica

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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