Siccità, non è ancora allarme ma gli sprechi vanno evitati
Ordinanza del sindaco: divieto di utilizzo del pubblico acquedotto per usi impropri Non si può usare l’acqua potabile per riempire piscine, lavare auto, irrigare orti
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PISA. Non è ancora allarme siccità nella zona, ma conviene da subito evitare gli sprechi d’acqua. Un’ordinanza in questo senso è stata firmata dal sindaco Marco Filippeschi: “Divieto di utilizzo del pubblico acquedotto per usi impropri e sprechi”. Per ora, fanno sapere da Palazzo Gambacorti, la situazione nel territorio comunale di Pisa non è preoccupante dato che le risorse idriche arrivano dalla falda freatica del Serchio, ovvero dalle sorgenti più importanti e profonde della Toscana. «Si tratta però - spiegano dal Comune - di prevenire eventuali momenti di difficoltà in vista di una stagione che, secondo le previsioni attuali, continuerà ancora con temperature alte anche oltre la media». L’acqua del pubblico acquedotto, secondo quanto prevede l’ordinanza, va utilizzata per bisogni alimentari, igienico-sanitari e idro-potabili. Tra i divieti, quello di usare l’acqua potabile per riempire le piscine, per lavare auto e moto e per irrigare orti e giardini. Esclusi da questo divieto parchi e giardini pubblici, per i quali comunque l’ufficio verde del Comune di Pisa ridurrà le innaffiature all’indispensabile. Per chi non rispetterà l’obbligo multe da 25 a 500 euro. «Si invita inoltre la cittadinanza - scrive il Comune - a limitare il consumo di acqua potabile al minimo indispensabile ed a non lasciare aperte, al termine dell’uso, le fontanelle pubbliche. Il provvedimento segue la richiesta dell’Autorità Idrica Toscana e lo stato di emergenza idropotabile regionale».
In effetti, dopo molti mesi senza pioggia, la Toscana si trova ad affrontare un’importante crisi idrica. Il 16 giugno la Regione ha dichiarato lo stato di emergenza idropotabile. Il presidente di Acque Spa, Giuseppe Sardu, si è associato all’invito dell’Autorità Idrica Toscana sollecitando le amministrazioni comunali del Basso Valdarno ad emettere un’ordinanza come ha fatto Pisa.
Quella appena conclusa è risultata la seconda primavera più calda mai registrata in Italia dal 1800, con un’anomalia di +1.9°C rispetto alla media del periodo e un deficit di piogge del 50%. Come rilevato dal Cnr, il semestre dicembre 2016-maggio 2017 è il quinto più secco degli ultimi due secoli. Alla luce di questi dati, «Acque SpA - si legge in una nota della società - riserva grande attenzione al monitoraggio della risorsa idrica. Al momento non emergono situazioni di particolare gravità per l’approvvigionamento delle aree urbane, generalmente rifornite da sistemi acquedottistici di medio-grandi dimensioni e da acque di falde profonde; più delicata appare la situazione nelle aree collinari e nelle frazioni isolate, dove i sistemi acquedottistici sono alimentati da fonti di approvvigionamento più superficiali che risentono dell’assenza di precipitazioni». Acque può affrontare «l’attuale situazione con efficacia, grazie - prosegue la nota - ad un programma di investimenti nel corso degli anni mirati al potenziamento della rete e del sistema di approvvigionamento. Per questo, ad oggi, la perdurante siccità non sta creando le stesse problematiche affrontate negli anni passati, in particolare nel 2003, 2007 e 2012. Un inconveniente rilevante, nei casi di perdurante siccità, è il forte aumento delle perdite sulla rete rispetto agli standard. Acque è impegnata, con tutte le squadre disponibili, nella riparazione delle perdite in tutto il territorio gestito, circa 6mila km di rete».
ALTRO SERVIZIO ALLE PAG. 2,3 E 5.
In effetti, dopo molti mesi senza pioggia, la Toscana si trova ad affrontare un’importante crisi idrica. Il 16 giugno la Regione ha dichiarato lo stato di emergenza idropotabile. Il presidente di Acque Spa, Giuseppe Sardu, si è associato all’invito dell’Autorità Idrica Toscana sollecitando le amministrazioni comunali del Basso Valdarno ad emettere un’ordinanza come ha fatto Pisa.
Quella appena conclusa è risultata la seconda primavera più calda mai registrata in Italia dal 1800, con un’anomalia di +1.9°C rispetto alla media del periodo e un deficit di piogge del 50%. Come rilevato dal Cnr, il semestre dicembre 2016-maggio 2017 è il quinto più secco degli ultimi due secoli. Alla luce di questi dati, «Acque SpA - si legge in una nota della società - riserva grande attenzione al monitoraggio della risorsa idrica. Al momento non emergono situazioni di particolare gravità per l’approvvigionamento delle aree urbane, generalmente rifornite da sistemi acquedottistici di medio-grandi dimensioni e da acque di falde profonde; più delicata appare la situazione nelle aree collinari e nelle frazioni isolate, dove i sistemi acquedottistici sono alimentati da fonti di approvvigionamento più superficiali che risentono dell’assenza di precipitazioni». Acque può affrontare «l’attuale situazione con efficacia, grazie - prosegue la nota - ad un programma di investimenti nel corso degli anni mirati al potenziamento della rete e del sistema di approvvigionamento. Per questo, ad oggi, la perdurante siccità non sta creando le stesse problematiche affrontate negli anni passati, in particolare nel 2003, 2007 e 2012. Un inconveniente rilevante, nei casi di perdurante siccità, è il forte aumento delle perdite sulla rete rispetto agli standard. Acque è impegnata, con tutte le squadre disponibili, nella riparazione delle perdite in tutto il territorio gestito, circa 6mila km di rete».
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