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Concerto costretto a emigrare per la fiera

Concerto costretto a emigrare per la fiera

PISA. I duecentocinquanta spettatori paganti che sabato pomeriggio hanno assistito al concerto del Gloria di Vivaldi nella chiesa di Santo Stefano in piazza dei Cavalieri, non sanno che hanno...

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PISA. I duecentocinquanta spettatori paganti che sabato pomeriggio hanno assistito al concerto del Gloria di Vivaldi nella chiesa di Santo Stefano in piazza dei Cavalieri, non sanno che hanno rischiato di fare un viaggio a vuoto. Il concerto doveva tenersi nella piazza ma non è stato così. L’ufficio per le manifestazioni storiche, infatti, nel concedere il permesso per l’evento ha “dimenticato” che per quel giorno, San Ranieri, patrono della città, in piazza dei Cavalieri ci sarebbe stato per tutto il giorno un mercato e quindi non si poteva tenere il concerto. È stato solo grazie al parroco della chiesa di Santo Stefano, Don Francesco, che chiamato in causa come unica risorsa da alcuni coristi del Duomo, ha accettato di mettere a disposizione la chiesa salvando così la manifestazione. Eppure i manifesti dell’evento con la data erano stati stampati dagli uffici comunali, i tecnici del suono e delle luci erano stati fissati sempre dalla pubblica amministrazione, ma si sono dimenticati ugualmente che quel giorno piazza dei Cavalieri era occupata dal mercato. «Se non fossimo riusciti a fare il concerto sarebbe stato un disastro – sostiene il controtenore Alessandro Carmignani direttore artistico della manifestazione e cantante solista - sia perché avevamo già venduto diversi biglietti on line che avremmo dovuto rimborsare, sia per il danno d’immagine che ne avrebbe avuto la nostra associazione. Per questo concerto sono venuti appositamente la prima tromba del Maggio Fiorentino e anche alcuni elementi del coro sempre del Maggio dove canto anch’io». Carmignani la mattina del giorno prima del concerto, ha ricevuto una telefonata da un tecnico del Comune che gli chiedeva le chiavi del lucchetto della biglietteria in modo da poterla rimuovere perché non gli risultava che ci fossero altri concerti a pagamento. Da questo il controtenore ha cominciato a capire che qualcosa non andava. Si è recato sul posto ed è riuscito a non far rimuovere la biglietteria mentre tutte le sedie disposte in piazza intorno al palco sono state rimosse per far spazio ai banchi. «Io so solo che non finirò mai di ringraziare Don Francesco – afferma il controtenore - e che consulterò un avvocato per denunciare il funzionario a capo dell’ufficio delle manifestazioni storiche». (d.l.)

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