Il Tirreno

Pisa

l’iniziativa 

Donati 350 chili di carne alla Caritas 

Donati 350 chili di carne alla Caritas 

È il frutto della collaborazione con l’Istituto zooprofilattico pisano

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PISA. Peccato non averci pensato prima. Sono ben 350 i chili di carne che invece di essere smaltiti come rifiuti, sono stati distribuiti nelle mense e sugli scaffali presso la Cittadella della solidarietà della Caritas diocesana. Il tutto grazie ad un accordo tra questo soggetto e l’Istituto zooprofilattico del Lazio e della Toscana. Pisa è stata la prima città in Italia ad applicare un protocollo del Ministero della Salute. Dopo Pisa si è mossa anche Firenze che ha recuperato altri 1000 chili di carne e pesce surgelato. L’etica e la solidarietà entrano in laboratorio, una collaborazione tra laboratori pubblici e istituzioni del settore socio assistenziale per combattere lo spreco alimentare.

È partita dalla sezione di Pisa la sperimentazione di un protocollo d’intesa per il recupero delle aliquote (sacchi contenenti alimenti) integre di campioni di carne e pesce sottoposti ad analisi dall’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana. E la Direzione generale del Ministero della Salute cita questa esperienza come modello di buona prassi auspicandone l’estensione a livello nazionale. Ecco come funziona il riutilizzo dei campioni a fini fine alimentare. Presso le sezioni di Pisa e Firenze, vengono esaminati campioni di carne, pesce o altre matrici alimentari prelevate dal Posto di ispezione frontaliera (Pif) di Livorno per le attività di controllo sanitario di frontiera sugli alimenti. «Le pratiche di campionamento ufficiale effettuate dal Pif – dice la direttrice Grazia Tasselli – prevedono la costituzione di 3 aliquote, di cui due vengono conferite al laboratorio di analisi. La prima aliquota viene sottoposta a test di laboratorio mentre la seconda, se l’analisi risulta favorevole, rimane sigillata, quindi non contaminata, nella confezione originale del produttore con mantenimento dell’eventuale catena del freddo. Prima del progetto le seconde aliquote venivano di prassi distrutte infatti, nel biennio 2013-2014, nella sola sezione di Pisa sono stati avviate allo smaltimento, circa 900 chili di carni bovine». «Questi numeri evidenziano quanto sia importante intervenire per evitare lo spreco di risorse alimentari – afferma Ugo Della Marta, direttore generale dello Zooprofilattico Lazio e Toscana – come viene raccomandato dalla recente legge sullo “Spreco alimentare” a favore delle associazioni socio assistenziali a fini di solidarietà sociale. Ulteriori vantaggi sono l’abbattimento dei costi energetici e la riduzione della quantità di rifiuti speciali da smaltire» . «Voglio precisare – spiega il direttore sanitario dell’Istituto zooprofilattico, Andrea Leto – che gli alimenti che vengono inviati alla Caritas sono sanissimi, controllatissimi e non viene mai interrotta la catena del freddo». A chi è destinata la carne ed il pesce recuparate? Lo spiega Don Emanuele Morelli direttore della Caritas, dicendo: «La carne distribuita in questo modo finisce nei banco frigo della “Cittadella della Solidarietà” e in quelle delle tre mense per i poveri» .

Carlo Venturini

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