la decisione del giudice per tre imputati
Colpo al tabaccaio, pena bassa e il patteggiamento salta
PISA. Niente patteggiamento. La pena è troppo bassa per quello che hanno fatto. Serve un processo ordinario davanti a un collegio di giudici. E senza sconti.È la decisione presa ieri mattina dal gup...
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PISA. Niente patteggiamento. La pena è troppo bassa per quello che hanno fatto. Serve un processo ordinario davanti a un collegio di giudici. E senza sconti.
È la decisione presa ieri mattina dal gup Giuseppe Laghezza nel respingere la richiesta di patteggiamento avanzata dai tre immigrati dell’Est arrestati in flagranza dai carabinieri a fine gennaio dopo aver minacciato, malmenato e rapinato la famiglia Poli, storici tabaccai di via Fiorentina.
La Procura aveva chiesto il giudizio immediato per i tre in carcere dal giorno dell’arresto. E con le difese degli imputati era stato raggiunto un accordo per pene variabili da 3 anni e 4 mesi a 3 anni e 6 mesi.
I Poli, marito, moglie e figlia, come parti offese erano rappresentate dall’avvocato Andrea Senese che ha presentato una memoria per motivare le ragioni per le quali, a suo dire, i tre non potevano patteggiare una pena che con i mesi già scontati avrebbe significato tornare quasi subito in libertà.
Non solo i precedenti, anche specifici, a carico di alcuni degli imputati, ma anche le modalità con cui agirono tra il negozio e l’abitazione dei Poli.
Una banda violenta capace di assalire due pensionati e la loro figlia con una rabbia gratuita. Il giudice, accogliendo anche le indicazioni del legale della famiglia plurirapinata nel corso degli anni, ha respinto il patteggiamento rinviando davanti al Tribunale collegiale il dibattimento. Dovranno affrontare il processo i georgiani Arturas Tidikis, 47 anni, Kakhaber Kancelashvili, 34 anni e Romani Mamasakhlisi, 22 anni. Le accuse sono di rapina in concorso e detenzione di arma clandestina.
Entrarono nella tabaccheria poco prima delle 20,30 minacciando con una pistola alla testa il titolare, la moglie e la figlia. Dopo aver svuotato le casse, preso "Gratta e vinci" e sigarette, fuggirono dopo aver legato i tre commercianti con un bottino di 1570 euro in contanti, 800 euro di Gratta e Vinci e sigarette per 200 euro.
Neanche un'ora più tardi i carabinieri, che li seguivano da tempo, li avevano presi in una casa in zona Riglione. (p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
È la decisione presa ieri mattina dal gup Giuseppe Laghezza nel respingere la richiesta di patteggiamento avanzata dai tre immigrati dell’Est arrestati in flagranza dai carabinieri a fine gennaio dopo aver minacciato, malmenato e rapinato la famiglia Poli, storici tabaccai di via Fiorentina.
La Procura aveva chiesto il giudizio immediato per i tre in carcere dal giorno dell’arresto. E con le difese degli imputati era stato raggiunto un accordo per pene variabili da 3 anni e 4 mesi a 3 anni e 6 mesi.
I Poli, marito, moglie e figlia, come parti offese erano rappresentate dall’avvocato Andrea Senese che ha presentato una memoria per motivare le ragioni per le quali, a suo dire, i tre non potevano patteggiare una pena che con i mesi già scontati avrebbe significato tornare quasi subito in libertà.
Non solo i precedenti, anche specifici, a carico di alcuni degli imputati, ma anche le modalità con cui agirono tra il negozio e l’abitazione dei Poli.
Una banda violenta capace di assalire due pensionati e la loro figlia con una rabbia gratuita. Il giudice, accogliendo anche le indicazioni del legale della famiglia plurirapinata nel corso degli anni, ha respinto il patteggiamento rinviando davanti al Tribunale collegiale il dibattimento. Dovranno affrontare il processo i georgiani Arturas Tidikis, 47 anni, Kakhaber Kancelashvili, 34 anni e Romani Mamasakhlisi, 22 anni. Le accuse sono di rapina in concorso e detenzione di arma clandestina.
Entrarono nella tabaccheria poco prima delle 20,30 minacciando con una pistola alla testa il titolare, la moglie e la figlia. Dopo aver svuotato le casse, preso "Gratta e vinci" e sigarette, fuggirono dopo aver legato i tre commercianti con un bottino di 1570 euro in contanti, 800 euro di Gratta e Vinci e sigarette per 200 euro.
Neanche un'ora più tardi i carabinieri, che li seguivano da tempo, li avevano presi in una casa in zona Riglione. (p.b.)
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