Il presidio
Il governo cinese frena il rilancio dei Cantieri di Pisa
Per la cessione del marchio occorre l’ok dello Stato orientale. Filippeschi: «Scongiurare il peggio e difendere i lavoratori»
PISA. Il futuro dei Cantieri di Pisa è nelle mani del governo cinese. Mancherebbe infatti solo l’ok del governo centrale per concretizzare la vendita dello storico marchio della nautica pisana. Nei giorni scorsi, una grossa società cinese e la Mondomarine spa, l’azienda savonese che pochi anni fa ha strappato i Cantieri dal fallimento aggiudicandosi l’asta del Tribunale della Spezia, avrebbero raggiunto l’accordo per la cessione del 51% del pacchetto azionario.
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La società orientale, che avrebbe offerto una cifra che si aggira intorno ai 15 milioni di euro per rilevare la maggioranza, sarebbe in attesa dell’autorizzazione del governo centrale cinese (in quanto azienda nazionalizzata) per versare nelle casse di Mondomarine la quota necessaria per permettere agli operai dei Cantieri di Pisa di tornare nello stabilimento attivo nell’area dei Navicelli. Dopo la crisi finanziaria che alcuni mesi fa ha colpito la società guidata da Roberto Zambrini e dal presidente di Mps Alessandro Falciai, tutte le lavorazioni sono state bloccate e gli operai sottoposti ad una procedura di cassa integrazione a zero ore.
Ieri mattina, il sindaco Marco Filippeschi e la conferenza dei capigruppo (presenti il presidente dell’assemblea cittadina Ranieri Del Torto e i consiglieri comunali Patrizia Bongiovanni, Odorico Di Stefano, Veronica Fichi, Giovanni Garzella, Stefano Landucci, Virginia Mancini, Gianfranco Mannini e Maurizio Nerini), hanno incontrato il segretario generale della Cgil di Pisa Antonio Ledda, il segretario provinciale della Fillea-Cgil Nicola Triolo e Umberto Nannola, Rsu dei Cantieri, per fare il punto sulla nuova crisi che lo stabilimento nautico sta attraversando. «Tutti i capigruppo - informa una nota di Palazzo Gambacorti - hanno espresso vicinanza ai lavoratori, sottolineando la necessità di rilanciare i Cantieri e di rimettere al centro la capacità ed il valore di un marchio che caratterizza il territorio ed il cui stabilimento insiste su un’area in parte demaniale». L’incontro si è concluso con l’impegno di intraprendere tutte le azioni possibili, compreso un coinvolgimento delle istituzioni cinesi, per una conclusione positiva della trattativa. «Siamo attivi in ogni modo per sostenere il buon esito della manifestazione d’interesse che coinvolge i Cantieri - commenta il primo cittadino -. Serve trasparenza e rispetto per i diritti dei lavoratori. Abbiamo coinvolto anche la rappresentanza consolare della Cina per segnalare le potenzialità positive e l’interesse ad una conclusione di valore industriale che scongiuri il peggio e salvaguardi professionalità, esperienze e valore dei marchi. Faremo ogni iniziativa necessaria, giorno per giorno, di pari passo con i lavoratori e i sindacati».
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