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«Se non ci fosse mia moglie non sarei qui»

PISA. Michele Iacovino, 48 anni, è originario della provincia di Foggia e vive a Pisa da ventotto anni. È un combattente del Gioco da dieci anni. «Ho sempre fatto sport duri e pesanti, lotta libera,...

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PISA. Michele Iacovino, 48 anni, è originario della provincia di Foggia e vive a Pisa da ventotto anni. È un combattente del Gioco da dieci anni. «Ho sempre fatto sport duri e pesanti, lotta libera, judo, paracadutismo. Nel 2007 ho deciso di provare ad allenarmi qui, spinto dalla curiosità di provare qualcosa di diverso e impegnativo – spiega Iacovino, agente di commercio responsabile dell’area pisana - Ho sempre seguito il Gioco. Ho iniziato tra le fila dei Delfini e da otto anni sono un combattente bianco-verde. L’aspetto che mi piace di è l’unione del gruppo». Il ricordo della prima sfida a cui ha partecipato è un flash: tanta, troppa l’emozione; difficile avere la cognizione del tempo. «Mi ricordo di esser salito tutto gasato e dopo qualche attimo era già tutto finito. I minuti sono letteralmente volati via. Abbiamo perso ma si impara soprattutto dalle sconfitte: ti permettono di conoscere i tuoi limiti massimi e minimi, di conoscere meglio sé stessi». Altro momento significativo della carriera di Iacovino è stata la sfida contro il San Michele. «Anche se abbiamo perso in poco più di tre minuti, è stata molto combattuta – dice il combattente biancoverde - Altri momenti particolarmente belli e cruciali sono gli allenamenti: sono quelli che ci consentono di prepararci per il grande giorno; quando riusciamo a superare degli obiettivi tutti insieme, la gioia è tanta, così come la carica. Penso a quattro anni fa, quando durante un allenamento abbiamo strappato il cavo di acciaio perché avevamo superato i diecimila chili». L’attesa pre-gara? «Io la vivo bene, sono a mio agio tra i Dragoni. E poi ormai sono un veterano. Nella mia famiglia la tensione si sente solo a poche ore dalla sfida. Mia moglie è fantastica, se non ci fosse non sarei qui. A lei ho dedicato tutte le mie vittorie, tutti i miei traguardi. Le compagne di noi combattenti si occupano degli addobbi e dell’organizzazione del tifo in tribuna: una comunità rosa che vive insieme a noi la sfida». I figli gemelli di Iacovino sfileranno nel corteo storico dei figuranti. (s.b.)

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