Il Tirreno

Pisa

In fiamme il convento di Nicosia 

di Sharon Braithwaite
In fiamme il convento di Nicosia 

Vandali in azione la scorsa notte. Svuotati anche alcuni estintori rubati in un condominio

2 MINUTI DI LETTURA





CALCI. Nella notte tra venerdì e sabato, il convento di Sant’Agostino a Nicosia è stato preso di mira dai vandali. Ignoti hanno appiccato il fuoco nelle prime due stanze che si affacciano sul chiostro, mentre nel cortile esterno sono stati svuotati alcuni estintori, rubati la sera prima da un condominio di via Buozzi.
Il fatto è stato scoperto ieri mattina da un passante che si stava recando al cimitero adiacente allo storico edificio e che ha visto dal cancello principale strisce di polvere bianca. Immediato l’allarme. I membri dell’associazione Nicosia Nostra, che da anni mantengono alta l’attenzione sul monumento da salvare dall’incuria e dall’abbandono, sono giunti al convento nella tarda mattinata. Aprendo il cancello hanno avvistato il fuoco ancora acceso all’interno dell’edificio. Tempestiva la chiamata ai vigili del fuoco che sono intervenuti intorno a mezzogiorno per spegnere le fiamme.
Il complesso monumentale è stato nuovamente deturpato: il fuoco ha divorato i pancali e della legna portata all’interno del convento; il calore ha staccato strati di intonaco dalle pareti, già visibilmente provate da anni di degrado. Le stanze danneggiate e annerite dalle fiamme erano quelle che componevano la “segreteria”, uno spazio in cui i frati che hanno abitato nel convento fino agli anni Settanta ricevevano i cittadini. Non sono stati riscontrati danni strutturali, ma è forte lo sdegno suscitato da un atto scellerato che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi.
«Nicosia è un luogo che può essere visto con occhiali diversi: a seconda di quali uno indossa può diventare un posto differente e dare sensazioni non uguali per tutti. Ieri mattina l’unica sensazione provata è stata di frustrazione e sgomento, un senso di perdita», dice Sandro Bernardini, presidente di Nicosia Nostra. Bernardini e il sindaco Massimiliano Ghimenti, tra i primi ad arrivare sul posto, sottolineano che il susseguirsi di atti vandalici non può che sollevare due domande. «La prima è “cosa possiamo fare?” In questi anni abbiamo cercato di far capire l’importanza di Nicosia e del nostro territorio. Preservare la nostra storia significare conservare la nostra identità e le nostre radici. Se non ci siamo riusciti dobbiamo tutti fare autocritica, perché possiamo progettare, organizzare eventi e quant’altro, ma se non riusciamo a sentire Nicosia come luogo da proteggere, da custodire e da raccontare ai nostri figli allora sarà una battaglia persa in partenza - affermano Bernardini e Ghimenti -. Il secondo quesito è: dobbiamo continuare ad investire energie e tempo? Certo, ma non possiamo farlo da soli. Solo insieme possiamo mantenere Calci una valle graziosa». L’atto vandalico è stato denunciato alle autorità competenti. «Auspichiamo - conclude il primo cittadino - che si possa risalire agli autori del gesto per punirli come meritano».
Sharon Braithwaite
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani