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Pisa

Tolto rene sano, in quattro sotto processo 

Tolto rene sano, in quattro sotto processo 

Lesioni colpose gravi e falso per tre chirurghi, solo la contestazione di falso per il professor Miccoli

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PISA. Tutti a processo per il rene sano tolto durante un intervento chirurgico deciso solo per rimuovere una ghiandola colpita da neoplasia.
Il gip Giuseppe Laghezza ha accolto la richiesta della Procura e ha disposto il rinvio a giudizio per quattro chirurghi, primario compreso, dell’Azienda ospedaliera. L’accusa è di lesioni colpose gravi e falso per tre medici e solo di falso per il direttore del dipartimento. Compariranno davanti al giudice Eugenia Mirani il professor Gabriele Materazzi, il dottor Massimo Conte e l’allora specializzando Alexander Aghababyan. Difesi dall’avvocato Anna Francini, devono rispondere di lesioni e falso. Per il primario, il professor Paolo Miccoli, assistito da Tullio e Giulia Padovani, la contestazione è limitata al falso per la firma sulla cartella clinica. Nella precedente udienza il dottor Conte aveva riferito al giudice di aver firmato lui per conto del professor Miccoli. Una prassi in uso nel reparto.
Oltre all’ammissione di Conte è agli atti anche una consulenza di parte che esclude la paternità di Miccoli per quella firma con la dimostrazione, carte alla mano, che il professore quel giorno era a New York. Argomentazioni che non sono state ritenute sufficienti per ottenere una sentenza di proscioglimento. La difesa dei tre chirurghi in sala operatoria è che il rene asportato non era del tutto sano. Era compromesso da patologie pregresse e toglierlo era necessario a causa dell'estensione della massa tumorale che aveva aggredito le ghiandole surrenali, quelle sì da rimuovere. Un procedimento penale innescato dalla querela presentata da un pensionato di Avellino operato nel 2012 dal team di chirurgia del professor Paolo Miccoli dell'Azienda ospedaliera. Ai tre chirurghi la Procura, l’inchiesta è del sostituto Giovanni Porpora, contesta anche il falso per aver modificato la cartella clinica del paziente, tutelato dall'avvocato Giuliano Giambartolomei. Per la difesa più che "corretti" per nascondere l'errore, gli atti sarebbero stati integrati con l'esito delle analisi sugli organi asportati. In sala operatoria erano presenti Materazzi e Conte con lo specializzando Aghababyan nel ruolo di "osservatore". Il paziente era entrato per farsi togliere le ghiandole surrenali del rene destro. Uscì senza l'organo con la giustificazione formalizzata di fronte al gip dal dottor Conte che l'asportazione del rene si sarebbe rivelata migliorativa per la salute del pensionato. In parallelo al fronte penale è quasi in chiusura la causa civile avviata contro l'Azienda ospedaliera.(p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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