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Rinasce il Chiostro della Certosa Partiti i lavori
di Pierluigi Ara
Resi possibili dal contributo del Fai termineranno a settembre Intanto cresce il numero dei visitatori ormai a quota 90mila
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CALCI. Ieri per la Certosa è stato un giorno importante. Con Antonia D’Aniello, direttore del Museo nazionale della Certosa a fare gli onori di casa, tutti si sono riuniti al capezzale della grande malata, che sta dando visibilmente segni di ripresa. Questo luogo, scrigno di tesori immensi, è il luogo più visitato della provincia di Pisa, con 90mila presenze, dopo la torre pendente. Dopo un lungo periodo di completo abbandono si vedono i segni concreti della rinascita.
Da alcuni giorni sono iniziati i lavori di ristrutturazione grazie ai contributi per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Nell’occasione rappresentanti delle istituzioni, amministratori ed esponenti della società civile hanno preso atto dell’inizio dei lavori, che riguardano in primis il restauro della superficie decorata e degli elementi lapidei del quattrocentesco chiosco. Realizzazione resa possibile grazie al contributo del Fai, Fondo Ambiente Italiano, in accordo con Intesa San Paolo. Cinquantamila euro la somma stanziata.
Il sindaco Massimiliano Ghimenti (presente anche l’ex primo cittadino Bruno Possenti) ha sottolineato l’apporto dell’intera collettività nella mobilitazione per salvare il complesso monumentale, che proprio lo scorso anno ha festeggiato il 650esimo di fondazione. «Sono arrivate risorse straordinarie» ha detto Ghimenti che ha fatto cenno alla visita effettuata nel 2015 dal ministro Dario Franceschini. Per la cronaca le risorse sono dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo i finanziamenti per le coperture del complesso, secondo il disegno della Sovrintendenza. Seguirà un secondo lotto di lavori per un importo di 2.100.000 euro nel triennio 2016-2018.
Sibilla della Gherardesca, presidente Fai Toscana (c’era anche Annamaria Tomassi, presidente provinciale) ha posto l’accento sulla “visibilità” della Certosa “gioiello del patrimonio artistico italiano”. Significativo il sostegno del polo museale della Toscana e il direttore Stefano Casciu, ha rilevato: «Il chiostro è uno dei luoghi più affascinanti del complesso monumentale , una tappa importante nel generale recupero dei numerosi spazi interni ed esterni ancora da restituire ad una conservazione ottimale».
Coro unanime di approvazione per i lavori del chiostro, iniziati lo scorso 22 maggio, che si completeranno entro il prossimo settembre. Dunque 120 giorni per l’opera i cui dettagli sono stati illustrati con protagonista Stefano Aiello, direttore dei lavori e, con la collaborazione della restauratrice Laura Lucioli. Parole di elogio da parte di Fulvio Turio, direttore area Livorno Pisa d’Intesa San Paolo, accompagnato da Pietro Molinu e Fabrizio Casini, quest’ultimo direttore locale della Cassa di Risparmio di Firenze, mentre per il Comune di Calci hanno partecipato il vicesindaco Valentina Ricotta e l’assessore alla pubblica istruzione Anna Lupetti. Riflettori puntati su Fabiola Franchi, presidente del comitato per la raccolta delle firme Fai: «Non ho esitato a buttarmi a capofitto nell’impresa quando, giugno 2014, mi informarono che esisteva la possibilità di partecipare al censimento per aiutare la Certosa a superare alcune criticità» ha detto. L’intervento in atto mira al recupero della lettura del chiostro attraverso le fasi storiche, che lo hanno caratterizzato e di cui restano consistenti tracce nella stratificazione di intonaci e decorazioni e integrazioni.
Da alcuni giorni sono iniziati i lavori di ristrutturazione grazie ai contributi per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Nell’occasione rappresentanti delle istituzioni, amministratori ed esponenti della società civile hanno preso atto dell’inizio dei lavori, che riguardano in primis il restauro della superficie decorata e degli elementi lapidei del quattrocentesco chiosco. Realizzazione resa possibile grazie al contributo del Fai, Fondo Ambiente Italiano, in accordo con Intesa San Paolo. Cinquantamila euro la somma stanziata.
Il sindaco Massimiliano Ghimenti (presente anche l’ex primo cittadino Bruno Possenti) ha sottolineato l’apporto dell’intera collettività nella mobilitazione per salvare il complesso monumentale, che proprio lo scorso anno ha festeggiato il 650esimo di fondazione. «Sono arrivate risorse straordinarie» ha detto Ghimenti che ha fatto cenno alla visita effettuata nel 2015 dal ministro Dario Franceschini. Per la cronaca le risorse sono dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo i finanziamenti per le coperture del complesso, secondo il disegno della Sovrintendenza. Seguirà un secondo lotto di lavori per un importo di 2.100.000 euro nel triennio 2016-2018.
Sibilla della Gherardesca, presidente Fai Toscana (c’era anche Annamaria Tomassi, presidente provinciale) ha posto l’accento sulla “visibilità” della Certosa “gioiello del patrimonio artistico italiano”. Significativo il sostegno del polo museale della Toscana e il direttore Stefano Casciu, ha rilevato: «Il chiostro è uno dei luoghi più affascinanti del complesso monumentale , una tappa importante nel generale recupero dei numerosi spazi interni ed esterni ancora da restituire ad una conservazione ottimale».
Coro unanime di approvazione per i lavori del chiostro, iniziati lo scorso 22 maggio, che si completeranno entro il prossimo settembre. Dunque 120 giorni per l’opera i cui dettagli sono stati illustrati con protagonista Stefano Aiello, direttore dei lavori e, con la collaborazione della restauratrice Laura Lucioli. Parole di elogio da parte di Fulvio Turio, direttore area Livorno Pisa d’Intesa San Paolo, accompagnato da Pietro Molinu e Fabrizio Casini, quest’ultimo direttore locale della Cassa di Risparmio di Firenze, mentre per il Comune di Calci hanno partecipato il vicesindaco Valentina Ricotta e l’assessore alla pubblica istruzione Anna Lupetti. Riflettori puntati su Fabiola Franchi, presidente del comitato per la raccolta delle firme Fai: «Non ho esitato a buttarmi a capofitto nell’impresa quando, giugno 2014, mi informarono che esisteva la possibilità di partecipare al censimento per aiutare la Certosa a superare alcune criticità» ha detto. L’intervento in atto mira al recupero della lettura del chiostro attraverso le fasi storiche, che lo hanno caratterizzato e di cui restano consistenti tracce nella stratificazione di intonaci e decorazioni e integrazioni.
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