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«Già pronta la dedica: vincerò per Giulia» 

PISA. «Difficilmente chi è venuto nella nostra magistratura l’ha poi lasciata per qualche altra squadra». L’allenamento è appena finito e Maurizio Baglini, operaio calzaturiero sulla quarantina,...

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PISA. «Difficilmente chi è venuto nella nostra magistratura l’ha poi lasciata per qualche altra squadra». L’allenamento è appena finito e Maurizio Baglini, operaio calzaturiero sulla quarantina, appare più esaltato che stanco. Merito, sicuramente, di tutte le endorfine in circolo, ma merito anche del clima di grande affiatamento che si respira all’interno della palestra del Sant’Antonio. «Ho iniziato per caso nel 1998, su suggerimento di mio fratello che faceva il Gioco da qualche anno – ha raccontato il combattente della squadra del cinghiale – e da quel momento è scoppiata in me una grande passione». In realtà, la prima squadra a cui Maurizio si rivolge alla fine degli anni novanta è il San Martino, magistratura sempre di Mezzogiorno che però si scioglie l’anno successivo, spingendo l’allora ventenne Baglini a bussare alle porte del Sant’Antonio. Da allora Maurizio si allena dalle due alle tre volte a settimana per portare avanti la sua grande passione, che rappresenta per lui anche «una scusa per fare un po’ di movimento». Sebbene la fatica sia tanta e pesi il tempo tolto alla moglie e ai due figli, nella palestra di via Livornese l’operaio sostiene di aver trovato una seconda famiglia. «Tra noi non è mai scappata una parola di troppo – racconta infatti Baglini – e c’è tanto rispetto anche tra avversari. Perché, in fin dei conti, questo è pur sempre un gioco». Un gioco in cui, tuttavia, le sconfitte bruciano sempre, «soprattutto le tante contro il San Francesco», e le vittorie rimangono impresse nel cuore e nella mente: una su tutte, per Maurizio, quella contro i Mattaccini che nel 2011 ha contribuito a riportare alla ribalta Mezzogiorno dopo ben 13 anni di “dolori”. «Ho dedicato quella vittoria a mio figlio Francesco, che da undici anni a questa parte è il pensiero su cui mi concentro quando sono sul ponte. Quest’anno spero di fare lo stesso anche per Giulia, nata il 25 settembre scorso».(e.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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