Il Tirreno

Pisa

Un calcio al pallone e uno al razzismo coi Mondiali Rebeldi 

di Andrea Chiavacci
Un calcio al pallone e uno al razzismo coi Mondiali Rebeldi 

Quest’anno in campo anche una formazione senegalese Le finali tornano ad essere ospitate nella sede storica del Dlf

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PISA. I “Mondiali Rebeldi” tornano alla ribalta e festeggiano la dodicesima edizione con alcune importanti novità.
Come sempre però l’aspetto fondamentale non è quello agonistico ma quello culturale come recita lo slogan storico “Dai un calcio al pallone e uno al razzismo”, affiancato dall’attuale “non c’è muro che tenga”.
Il Mondialito - presentato in piazza Arcivescovado - mette in primo piano le tematiche dell’integrazione e come sempre viene organizzato dai ragazzi del progetto Rebeldia con la collaborazione tecnica della Lega Calcio della Uisp di Pisa. Le fasi preliminari e gli ottavi di finale verranno giocate al circolo di Pisanello, poi dai quarti in poi le gare si svolgeranno nella sede storica del Dlf, vicino alla stazione di Pisa.
Non una scelta casuale come spiega Fausto Pascali di Rebeldia: «La stazione è il luogo dove c’è maggior bisogno di politiche serie di integrazione e di rivedere il concetto di sicurezza». Tra le 20 squadre presenti al torneo c’è la novità dell’associazione Senegal Mbollo (Senegal insieme): «È una nuova associazione che vuol integrarsi sul territorio– spiegano Abdul Thiam e Khadim Mbengue – per combattere il razzismo e i pregiudizi attraverso anche la partecipazione a manifestazioni come questa» . La coppa terzo tempo è dedicata a di Niang Maguette, il 53enne senegalese morto a Roma lo scorso 3 maggio: «Abbiamo dedicato quello che da sempre è il torneo del fair play alla sua memoria – spiegano gli organizzatori – visto che Niang Maguette poco prima di morire era inseguito dalla polizia in un azione di contrasto contrro il fenomeno dei venditori ambulanti».
Molta attesa per il premio al miglior portiere dedicato alla memoria di David Renieri; quest’anno nella targa è stata scelta una citazione per il portiere della nazionale olandese degli anni 70 Jan Jongbloed. Le squadre presenti al torneo sono specchio dell’associazionismo pisano ma soprattutto delle comunità straniere presenti nella nostra città e nella nostra provincia. Una delle grandi novità è rappresentata dalla squadra del centro d’accoglienza La Tinaia di Cascina. «Una presenza importante– spiegano gli organizzatori nel comunicato ufficiale – vista anche la condizione di grave crisi sociale in cui verte il territorio cascinese dopo l’avvento della giunta Ceccardi» esperienza politica che secondo gli organizzatoti della manifestazione è segnata «da forme di discriminazione e di razzismo». Il fischio d’inizio del mondialito è previsto per martedì 6 giugno alle 19 con la sfida tra Chicco di senape e Un ponte per. Sempre a Pisanello è prevista per il 26 giugno una cena sociale di autofinanziamento e come sempre durante il periodo del Mondiale ci saranno incontri e dibatti sui temi del sociale. Nel 2016 in campo si è imposto il Marocco che quest’anno difende il titolo.

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