Il Tirreno

Pisa

In spiaggia c’è lavoro ma non chi lo fa «Mancano i bagnini» 

di Antonio Scuglia
In spiaggia c’è lavoro ma non chi lo fa «Mancano i bagnini» 

Appello del direttore della Società nazionale di Salvamento «È anche colpa della riforma degli ammortizzatori sociali»

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. C’è tanto lavoro a disposizione ma pochi candidati. Lo spiega Fiorenzo Meucci, direttore pisano della Società nazionale di Salvamento. Che lancia un nuovo appello: «Cercansi bagnini urgentemente! La Sns infatti cerca bagnini con il proprio brevetto valido per il mare; preciso che il solo brevetto richiesto è quello di Bagnino di Salvataggio della Società Nazionale di Salvamento di Genova. Inoltre si cerca di preparare un elenco di bagnini per venire incontro alle richieste di personale che normalmente ci giungono durante il periodo estivo».
Quello del salvamento, ovvero il lavoro del bagnino di salvataggio, rimane tuttavia un settore che rappresenta nel duro contesto attuale un’ottima possibilità lavorativa, posto che ogni anno anche per tramite della Sezione di Pisa, molti stabilimenti continuano a richiedere personale di salvataggio da impiegare sulle spiagge e nelle piscine. «E, per quanto strano e paradossale, – dice Meucci – non sempre l’offerta è in grado di soddisfare la domanda, spesso infatti i neo bagnini rifiutano le opportunità lavorative con le motivazioni più disparate che vanno dal semplice non interesse, al timore per il grande impegno giornaliero che comporta questa professione».
Eppure la figura del bagnino è aperta ad un’ampia gamma di soggetti dai 16 anni di età sino ai 55, non facendo distinzione in base al titolo di studio o all’esperienza maturata. «Proprio per questo ed anche per i frequenti rifiuti dei più giovani, sempre più spesso fanno parte dei corsi persone di mezza età che magari hanno perso la precedente occupazione e che provano con il brevetto di bagnino a reinventarsi».
Certamente, sostiene il direttore della Sns, «i duri colpi inferti agli ammortizzatori sociali dalle recenti riforme legislative non hanno contribuito a richiamare i giovani verso una professione che pur ben retribuita, resta ovviamente stagionale. La stagionalità resta un mito comunque da sfatare perché spesso il bagnino arriva ad essere un referente di fiducia per il titolare della concessione che, fidelizzandolo, lo impiega per gran parte dell’anno».
«Ad oggi – continua Meucci – diamo per scontato non morire in mare esattamente come si ritiene impossibile morire per una influenza, ma in un recente passato la situazione era diversa, posto che la mortalità per annegamento rappresentava una causa di morte estremamente comune: se ad oggi tale tasso è prossimo allo zero, è solo grazie all’opera cominciata dalla Società genovese e continuata a tutt’oggi dalle sue Sezioni ramificate in tutta Italia».
A tale opera di formazione e prevenzione contribuisce da oltre 20 anni la Sezione di Pisa che ha brevettato sino ad oggi oltre 3. 200 dei bagnini che ogni estate vediamo sui nostri litorali.
La formazione offerta dalla sezione pisana prevede, oltre all’ovvio aspetto natatorio, anche una serie di approfondimenti ulteriori che rendono i brevettati della nostra zona dei professionisti del settore. La Sezione diretta da Meucci, ex campione di lotta che ha militato anche nella Nazionale, si fregia della collaborazione di figure illustri sia nel campo medico che nel campo giuridico.
Il corso non è una passeggiata: «Per mesi gli aspiranti bagnini seguono lezioni frontali teoriche e pratiche, seguite poi da rigorosi allenamenti in piscina, per concludere il ciclo con esercitazioni al mare finalizzate a padroneggiare l’utilizzo del patino di salvataggio anche nelle condizioni più difficili. La Capitaneria di Porto di Livorno con il comandante Bonaguidi e il comandante Balisciano puntualmente verifica la preparazione dei corsisti con gli esami che si tengono in varie sessioni ogni anno».
Indipendentemente dalla professionalità delle figure formate, lo spettro della crisi e della contingenza economica hanno però investito anche il settore del salvamento, costringendo molti titolari di stabilimenti balneari, magari alla soglia dei 60 anni, a rispolverare il brevetto ed ad indossare nuovamente la canottiera rossa.
Per informazioni su corsi e brevetti è possibile telefonare al 335– 1001273.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli