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Armato di siringa rapina una panetteria
Il bandito è entrato alle 8,30, arrestato dalla polizia nel pomeriggio. La commessa minacciata e colpita da malore
PISA. La prima volta è entrato mentre era al cellulare. La commessa lo ha accolto: «Buongiorno, mi dica?» E lui: «Sto telefonando» ed è uscito. Qualche secondo dopo è tornato. Al posto del telefonino aveva una siringa. Quello che è successo dopo è una rapina che per orario, luogo e bersaglio non ha precedenti. Lo hanno arrestato nel pomeriggio i poliziotti delle volanti. È un nordafricano che è stato portato al Don Bosco su ordine del magistrato di turno, Giovanni Porpora. La rapina è avvenuta alle 8,30 di sabato 27 maggio in via del Cottolengo ai danni del negozio “La Panetteria”. A trovarsi a tu per tu con il bandito è stata la commessa, Lara Bacciardi. Intorno ai mille euro il bottino. In pieno centro e in un orario anomalo. Il rapinatore non si è fatto scrupoli. «Avrà avuto 30-35 anni, carnagione olivastra – cerca di mettere a fuoco la rapinata –. Si sentiva che era straniero, ma parlava correttamente l’italiano. “Dammi i soldi, dammi tutto” mi ha urlato appena è entrato la seconda volta con la siringa». Il malvivente aveva una felpa con cappuccio e una specie di asciugamano sul volto. «Lo teneva come se dovesse asciugarsi il sudore – aggiunge la donna –. Almeno questa è l’impressione che ho avuto prima che tirasse fuori la siringa».
La commessa della panetteria aveva alzato la saracinesca alle 7,30. Qualche cliente era entrato, ma il grosso doveva ancora arrivare. Il bandito non poteva sapere che per pagare alcune spese in cassa erano stati tenuti più soldi di quelli che a un’ora dall’apertura era ipotizzabile trovare. È stato fortunato. La commessa è stata presa di soprassalto. Non si immaginava che quel cliente sfoderasse una siringa per minacciarla. «Si vedeva bene l’ago – prosegue Lara Bacciardi –. Dalla porta è venuto di corsa dietro al bancone per arrivare alla cassa. L’ho lasciato fare. Non mi ha toccata, ma quella siringa era puntato contro di me. “Prendi tutti e vai via” gli ho detto. Ha tolto la cassa, poi ha svuotato il contenuto in un cartone liberato dalle cose che c’erano dentro ed è scappato». La commessa ha avuto un mancamento. Una reazione naturale dopo un assalto che l’ha paralizzata. Non è andata in ospedale. È stato sufficiente l’arrivo di un’ambulanza. «Per fortuna non mi ha aggredita fisicamente – conclude –. D’altronde non gli ho dato modo di essere violento. Mi sono messa da parte e gli ho detto di prendere quello che voleva e di andarsene. Purtroppo in questa zona non è che ci siano tanti controlli. Come commercianti siamo preoccupati». Per i primi rilievi è intervenuta la polizia scientifica. A pochi metri dalla panetteria nel dicembre scorso ci furono due episodi di negozianti raggirati. Nessuna rapina. Ma in due occasioni distinte, prima la pizzicheria dei fratelli Salvucci in via D’Azeglio e poi una merceria poco distante, furono bersagli di truffatori abili nel portare via un borsello e un portafogli per un totale di oltre mille euro.
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