Il Tirreno

Pisa

Protesta in Corso Italia: ridateci la Mala Servanen Jin

Un momento della protesta di sabato mattina (foto Muzzi)
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Un momento della protesta di sabato mattina (foto Muzzi)

Dopo lo sgombero dell'ex centro di accoglienza di via Garibaldi le protagoniste dell'occupazione raccolgono firme e chiedono di riaprire i servizi attivati per le donne in difficoltà e vittime di violenza

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PISA. Hanno passato una notte sotto le finestre del sindaco di Pisa. Hanno chiesto - ma non sono riuscite ad ottenere - un confronto e un dibattito sull’accaduto in consiglio comunale. Hanno protestato sui lungarni e alla fine, hanno deciso di manifestare il proprio dissenso sotto le finestre della sede del Tirreno in Corso Italia nella mattinata di sabato 27. Troppo silenzio su quello che hanno subito. E allora via volantini, megafono e raccolta firme perché la città sappia. Che cosa? Che le donne sgomberate mercoledì 24 dalla Mala Servanen Jin – l’ex centro di accoglienza di via Garibaldi lasciato in totale stato di abbandono dal Comune e occupato dal gruppo di attiviste pisane fin dallo scorso 8 marzo – “hanno subito un’aggressione, sono state malmenate e ferite, in alcuni casi sono finite all’ospedale con braccia e teste rotte” come documentano anche alcuni video realizzati quella mattina. Che nessuna di loro “ha ricevuto una ordinanza o una comunicazione relativa allo sgombero. Chiesto da chi, poi? Il sindaco dice che non è stato lui e allora chi è stato?” si domandano. E ancora che, e questo era e resta il tema di fondo della protesta delle donne della dalla Mala Servanen Jin, lo spazio occupato, recuperato, pulito e restituito alla città come luogo di servizi per le donne in difficoltà e vittime di violenza dopo lo sgombero rischia di tornare luogo di nessuno e quindi di degrado e, come spesso denunciato anche da chi vive in quella zona, di criminalità.

Nel corso del presidio di sabato 27, sul quale hanno vigilato da vicino le forze dell’ordine, non sono mancati gli attestati di solidarietà nei confronti delle protagoniste dell’occupazione e del successivo sgombero. Tante le firme raccolte a sostegno della causa della Mala Servanen Jin che le attiviste pisane ora vogliono riaprire e sul punto si rivolgono direttamente all’amministrazione comunale che, ricordano, ripetutamente ha manifestato la propria indisponibilità a riappropriarsi e riemettere in funzione l’ex centro di accoglienza. (v.l.)

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