Il Tirreno

Pisa

Oltre 45 milioni per far arrivare le armi in treno 

di Danilo Renzullo
Oltre 45 milioni per far arrivare le armi in treno 

A dicembre il via ai lavori per la costruzione  di un ponte mobile, binari e due terminal 

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PISA. Chissà, magari su qualche albero è già comparsa la fatidica x: spray o pittura impressi sul legno per segnalare un intralcio che deve scomparire. Entro il prossimo dicembre le 937 piante “marchiate” andranno una a una giù per far spazio alla strada ferrata che nei progetti del Pentagono e del ministero della Difesa italiano deve raggiungere il cuore della base di Camp Darby per scaricare casse di munizioni e di materiale bellico. Secondo il progetto (già definitivo) i lavori per la costruzione della ferrovia, di due terminal e di un ponte girevole sul Canale dei Navicelli a servizio dell’installazione militare che sorge tra Pisa e Livorno dovranno iniziare entro la fine dell’anno per concludersi entro luglio 2019. Obiettivo: «assicurare maggiore sicurezza nel trasporto di munizioni dalla stazione di Tombolo all’area stoccaggio munizioni; il materiale esplosivo invece che su strade pubbliche arriverebbe direttamente via ferrovia con un aumento delle condizioni di sicurezza».
Per questo l’opera presentata nel 2016 e approvata dal Comipar, commissione mista governo americano e italiano, è stata ritenuta strategica per «la salute dell’uomo e la pubblica sicurezza». Con un investimento di circa 45 milioni di dollari (l’infrastruttura sarà interamente finanziata dagli Stati Uniti) sarà costruito un nuovo tratto ferroviario che dalla stazione di Tombolo raggiungerà la cosiddetta Ammunition Storage Area della base statunitense (la zona dove sono stoccate le munizioni) attraversando il Canale dei Navicelli grazie alla realizzazione di un ponte girevole che permette l’attraversamento dei treni e il passaggio delle imbarcazioni nel canale. Il progetto prevede l’arrivo dei treni (sono previsti in condizioni normali il passaggio di sei convogli l’anno e massimo due al giorno in condizioni eccezionali) in un maxi terminal alto 18 metri che verrà costruito nel cuore della base per la movimentazione dei materiali. Nelle vicinanze una struttura più piccola assumerà i compiti di controllo e sorveglianza. I treni viaggeranno su un tratto ferroviario di 2,5 chilometri, inizialmente previsto a doppio o triplo binario. La previsione è stata successivamente ridotta ad un singolo binario, che raddoppia o triplica nei pressi delle zone di scambio con una larghezza che varia dai 9 ai 27 metri. Il Comipar ha approvato la realizzazione dell’opera con tre prescrizioni: valutazione rischio idrogeologico, valutazione paesaggistica e valutazione dell’incidenza sull’habitat che l’Ente Parco di San Rossore ha valutato negativamente. L’impatto sulla flora e la fauna del Parco sarà notevole: è previsto il taglio di 937 alberi e la deviazione di un canale che scorre all’interno della base. L’opera creerà (l’ennesimo) “effetto barriera”, con interruzione dell’habitat naturale, per gli animali. Fisicamente, l’infrastruttura occuperà circa sette ettari con un coefficiente di “disturbo” su circa 36 ettari. Pur essendo in contrasto con il Piano territoriale del Parco e con il Piano di gestione delle tenute di Tombolo e Coltano, l’opera, in quanto destinata alla difesa nazionale, ha l’esonero dal controllo di conformità urbanistica e quindi né il Parco, né gli enti locali hanno possibilità di impedirne la realizzazione. Il Parco ha potuto limitare la sua azione alla richiesta di opere di compensazione, tra le quali quella di realizzare nuove aree naturali su un totale di circa 14 ettari in zone della base militare costituite attualmente da habitat artificiali. I lavori per la realizzazione dell’opera saranno appaltati tutti a ditte e a imprese locali o, comunque, italiane.
«È un intervento che nessuno immaginava - commenta il presidente dell’Ente Parco Giovanni Maffei Cardellini -: siamo di fronte ad una grande opera che prevede anche grossi investimenti e cercheremo di farla diventare un’occasione di miglioramento dei luoghi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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