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Il Pd e il nodo dell’alleanza a sinistra per le comunali
Il renziano Bizzarri si chiede: «Dobbiamo davvero partire dall’idea che senza il seguito politico di Articolo Uno siamo condannati alla sconfitta in città?»
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PISA. Qualche riflessione critica sulle esternazioni polemiche di Alessio Antonelli, attuale promotore del comitato di Mdp a Cascina ed ex sindaco di quella città, basta a far saltare il tappo. Il pentolone del Pd è in ebollizione. Andare o non andare all’alleanza, in vista delle elezioni comunali di Pisa, con Articolo Uno e quindi le truppe del deputato Paolo Fontanelli? E soprattutto a quali condizioni, con quali rapporti di forza? Nel Partito democratico il dibattito è aperto e non poteva essere altrimenti, dopo che il segretario Matteo Renzi aveva già avvertito non di non guardare con particolare favore al dialogo con gli ex Pd dalemiani, pur aggiungendo in seguito qualche distinguo riguardo alle coalizioni locali.
«Una contraddizione che prima o poi verrà fuori ed a quel punto vediamo come sarà risolta», aveva di recente preannunciato Fontanelli. Sta di fatto che quel momento sta arrivando. «Dobbiamo, come si sta facendo ampiamente a Pisa, incentrare il dibattito sull’alleanza con Mdp partendo dall’idea che senza il suo seguito politico siamo inevitabilmente condannati alla sconfitta alle future comunali nel capoluogo?», scrive, nella sua lettera/riflessione che parte dalla polemica con Antonelli, Ranieri Bizzarri, membro della direzione provinciale del Pd e già coordinatore della mozione Renzi alle scorse primarie del partito.
La sua non può essere una voce singola. E in effetti il dibattito dentro il Pd è già piuttosto acceso. «La politica corre con le gambe delle persone e le rendite di posizione non sono accettabili - aggiunge Bizzarri -. Chiedo, dunque: che credibilità può avere Mdp a Cascina o altrove con promotori che fanno del rancore personale una linea politica? La rendita di posizione dei partitini non sostituisce mai la credibilità di governo, che è basata sulla chiarezza programmatica e sull’analisi scevra da pregiudizi».
Il tono critico è evidente o, se non altro, l’intenzione di impegnare il partito in un confronto che arrivi a tracciare una linea netta sul punto delle alleanze. Tanto che dentro il partito la componente renziana s’interroga: «Siamo così terrorizzati dalla potenziale sconfitta da accettare tutto?», è una frase ricorrente. «Va bene nelle alleanze privilegiare le forze che si dichiarano di sinistra, ma il pallino dei tempi e dei modi lo deve avere il Pd». Questione di peso specifico. (f.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Una contraddizione che prima o poi verrà fuori ed a quel punto vediamo come sarà risolta», aveva di recente preannunciato Fontanelli. Sta di fatto che quel momento sta arrivando. «Dobbiamo, come si sta facendo ampiamente a Pisa, incentrare il dibattito sull’alleanza con Mdp partendo dall’idea che senza il suo seguito politico siamo inevitabilmente condannati alla sconfitta alle future comunali nel capoluogo?», scrive, nella sua lettera/riflessione che parte dalla polemica con Antonelli, Ranieri Bizzarri, membro della direzione provinciale del Pd e già coordinatore della mozione Renzi alle scorse primarie del partito.
La sua non può essere una voce singola. E in effetti il dibattito dentro il Pd è già piuttosto acceso. «La politica corre con le gambe delle persone e le rendite di posizione non sono accettabili - aggiunge Bizzarri -. Chiedo, dunque: che credibilità può avere Mdp a Cascina o altrove con promotori che fanno del rancore personale una linea politica? La rendita di posizione dei partitini non sostituisce mai la credibilità di governo, che è basata sulla chiarezza programmatica e sull’analisi scevra da pregiudizi».
Il tono critico è evidente o, se non altro, l’intenzione di impegnare il partito in un confronto che arrivi a tracciare una linea netta sul punto delle alleanze. Tanto che dentro il partito la componente renziana s’interroga: «Siamo così terrorizzati dalla potenziale sconfitta da accettare tutto?», è una frase ricorrente. «Va bene nelle alleanze privilegiare le forze che si dichiarano di sinistra, ma il pallino dei tempi e dei modi lo deve avere il Pd». Questione di peso specifico. (f.l.)
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