Il Tirreno

Pisa

Costretti a rubare per pagare la droga 

Costretti a rubare per pagare la droga 

Denunciato dalla municipale un marocchino che obbligava i clienti minorenni a delinquere. Sequestrati cellulari e pc

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Non avevano i soldi per pagare la droga e lui, un marocchino ora denunciato dalla polizia municipale, costringeva i clienti minorenni a rubare per potersi pagare la sostanza stupefacente. Se vogliamo è un classico nel repertorio dello spaccio degli stupefacenti. Sulle attività dello straniero, che ora è stato denunciato dai vigili urbani, da mesi si sono concentrate le indagini dopo alcuni servizi di osservazione iniziati nei luoghi frequentati dai giovani.
Di fatto, secondo quanto è stato spiegato dalla polizia municipale, costringeva - sotto minaccia o spaventandoli con veri ricatti - una decina di minorenni pisani a rubare in cambio della cessione di dosi di stupefacenti. Il blitz della Municipale a casa dello straniero è scattato l’altro giorno, in via Battisti, nella zona della stazione e all’interno dell’abitazione sono stati trovati e sequestrati tredici telefoni cellulari e sette personal computer, messi sotto sequestro e ritenuti provento di furto. Materiali che il pusher si faceva consegnare in cambio delle dosi e che poi erano destinati al mercato della ricettazione.
Le indagini sono ancora in corso e la polizia municipale mantiene il massimo riserbo sulla vicenda, proprio per non comprometterne ulteriori sviluppi.
I vigili urbani, per cogliere di sorpresa il pusher, hanno adottato lo stratagemma della verifica del recente cambio di residenza dell’indagato e così hanno fatto irruzione in due distinti appartamenti, con l’ausilio dell’unità cinofila della guardia di finanza.
Alcune delle apparecchiature elettroniche è stato verificato che provengono da furti e sono il risultato del reato di estorsione, per le altre sono in corso altre verifiche per accertarne la provenienza illecita. Lo straniero è accusato di spaccio, estorsione e ricettazione.
I minorenni, in alcune occasioni, per far fronte all'acquisto dello stupefacente, che poi è probabile che abbiano anche ceduto a loro coetanei, erano costretti a subire ricatti veri e propri, divenendo così vittime di estorsione.
Non è escluso che dall’esame dei materiali sequestrati a casa del marocchino possano emergere altre indicazioni utili per indagare in nuove direzioni.
Anche per questo la Procura della Repubblica di Pisa ha chiesto la massima riservatezza.(s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web