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Un druido a San Rossore fra i bambini e la natura
PISA. Sbarca nelle librerie “Un druido a San Rossore”, una storia di cuccioli di cinghiale, personaggi fantastici, bambini pieni di fantasia che si muovono nello splendido ambiente del parco di...
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PISA. Sbarca nelle librerie “Un druido a San Rossore”, una storia di cuccioli di cinghiale, personaggi fantastici, bambini pieni di fantasia che si muovono nello splendido ambiente del parco di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli. È un romanzo, edito da Ets, pensato per i bambini della scuola primaria per portarli, in modo divertente, a scoprire il mondo di San Rossore e le radici profonde che legano l’uomo e la natura.
La storia, scritta dalla giornalista pisana Chiara Cini, inizia in un pigro giorno d’autunno quando un druido, sopravvissuto alla terribile battaglia del Menai del 61 d. C, si risveglia nel parco.
A trovarlo, proprio sotto ad una grande quercia, il cucciolo di cinghiale Pippo. Una strana combriccola lo aiuterà a capire dov’è finito e se vi siano dei suoi fratelli druidi ancora vivi nel mondo.
«Questa storia – dice Chiara Cini – offre un viaggio all’interno del Parco di San Rossore toccando gli aspetti storici, ambientali e di intrattenimento. Ad accompagnare i piccoli lettori un arcidruido, una bambina ed un veterinario, assieme ad una combriccola di animali. Quello che volevo proporre ai bambini è una storia che vada oltre la classica impostazione che vede la trama sviluppata da un protagonista e dal suo antagonista. Il druido Gwion si muove alla ricerca delle sue radici e alla fine, come un moderno Diogene, troverà se stesso. Nonostante la sua saggezza, dovrà imparare ad ascoltare e ad aprirsi ad un mondo diverso; inizialmente temuto, proprio perché non conosciuto, ma che diventerà amico non appena cadranno tutti i preconcetti. Il ritmo è incalzante, i dialoghi giocosi, e i temi proposti ai bambini sono profondi e superano il dualismo “buono e cattivo” ».
E se i bambini si divertiranno ad immaginare un druido alle prese con un cellulare o una bicicletta, per gli insegnanti e i genitori l’aspetto più interessante forse è la stretta connessione con alcuni elementi dei programmi scolastici, come i cenni di storia romana e il ruolo dei parchi naturali. «Il parco di San Rossore è uno scrigno che merita di essere conosciuto e valorizzato; spero che il druido Gwion suggerisca ai bambini come vedere la natura con occhi diversi e faccia nascere il desiderio di visitare il parco di San Rossore per vivere con consapevolezza i molti percorsi offerti e, magari, apprezzare una domenica all’ippodromo assieme ai genitori».
La storia, scritta dalla giornalista pisana Chiara Cini, inizia in un pigro giorno d’autunno quando un druido, sopravvissuto alla terribile battaglia del Menai del 61 d. C, si risveglia nel parco.
A trovarlo, proprio sotto ad una grande quercia, il cucciolo di cinghiale Pippo. Una strana combriccola lo aiuterà a capire dov’è finito e se vi siano dei suoi fratelli druidi ancora vivi nel mondo.
«Questa storia – dice Chiara Cini – offre un viaggio all’interno del Parco di San Rossore toccando gli aspetti storici, ambientali e di intrattenimento. Ad accompagnare i piccoli lettori un arcidruido, una bambina ed un veterinario, assieme ad una combriccola di animali. Quello che volevo proporre ai bambini è una storia che vada oltre la classica impostazione che vede la trama sviluppata da un protagonista e dal suo antagonista. Il druido Gwion si muove alla ricerca delle sue radici e alla fine, come un moderno Diogene, troverà se stesso. Nonostante la sua saggezza, dovrà imparare ad ascoltare e ad aprirsi ad un mondo diverso; inizialmente temuto, proprio perché non conosciuto, ma che diventerà amico non appena cadranno tutti i preconcetti. Il ritmo è incalzante, i dialoghi giocosi, e i temi proposti ai bambini sono profondi e superano il dualismo “buono e cattivo” ».
E se i bambini si divertiranno ad immaginare un druido alle prese con un cellulare o una bicicletta, per gli insegnanti e i genitori l’aspetto più interessante forse è la stretta connessione con alcuni elementi dei programmi scolastici, come i cenni di storia romana e il ruolo dei parchi naturali. «Il parco di San Rossore è uno scrigno che merita di essere conosciuto e valorizzato; spero che il druido Gwion suggerisca ai bambini come vedere la natura con occhi diversi e faccia nascere il desiderio di visitare il parco di San Rossore per vivere con consapevolezza i molti percorsi offerti e, magari, apprezzare una domenica all’ippodromo assieme ai genitori».
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