Il Tirreno

Pisa

Patto Serfogli-Antoni per salvare le Tre Buche 

di Donatella Lascar
Patto Serfogli-Antoni per salvare le Tre Buche 

Comune e Movimento 5 Stelle insieme, con l’aiuto di Confgiardinieri, daranno vita a una giornata di pulizia per il recupero dell’opera idraulica

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PISA. L’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli e la consigliera comunale pentastellata Valeria Antoni, entrambi impegnati da tempo in attività di recupero di spazi ad suo pubblico con interventi di pulizia, hanno unito le forze per realizzare un’impresa comune: “Scopriamo Le Tre Buche”. L’operazione prenderà il via sabato mattina alle 10 e oltre a Serfogli e Antoni, parteciperanno anche i giardinieri di Confgiardinieri di Confcommercio Pisa e l’associazione Piedi in Cammino che praticano trekking e che vorrebbero inserire Le Tre Buche tra le tappe da visitare. Naturalmente, sono invitati anche i cittadini che vorranno contribuire a riportare alla luce questa importante opera idraulica incastonata in tre volte dette appunto tre buche, da cui deriva anche l’omonimo nome della curva più famosa del viale D’Annunzio.
È un monumento idraulico sconosciuto alla maggioranza della popolazione e oggi completamente ricoperto da una vegetazione che ne ostruisce la vista. Si tratta di un manufatto seicentesco nato a seguito del taglio ferdinandeo del 1606, che spostò la foce dell’Arno a nord di circa un chilometro e mezzo. Il vecchio alveo infatti, sfociava sempre a Marina ma all’altezza di Via Arnino. L’insabbiamento della foce e le libecciate portarono l’allora Granduca di Toscana Ferdinando Dei Medici a scegliere di modificare definitivamente il percorso del fiume. Quella che adesso corrisponde ad una curva in realtà è un taglio artificiale dell’Arno e Le tre Buche erano le cateratte predisposte a regimare la potenza del fiume. Il monumento vero e proprio risale al 1863 ad opera del cardinale Cosimo Corsi.
«Questa iniziativa nasce da una sfida tra me e l’assessore Serfogli – commenta la consigliera Valeria Antoni – Abbiamo pensato che la cura e letteralmente la scoperta di questo monumento possa perseguire quel civismo già espresso in altre occasioni». «È vero, siamo una coppia inedita – aggiunge Serogli –, ma è bello riscontrare una comune sensibilità. Grazie anche a Confgiardinieri segnalati da Antoni, perché con il loro intervento specialistico hanno reso possibile realizzare questa iniziativa. Il monumento si trova su terreno demaniale che ora passerà al Comune, non è vincolato dalla soprintendenza ma lo sarà una volta recuperato». Il presidente di Confgiardinieri Luca Bartolini, sottolinea che la loro partecipazione è un segnale di concreta disponibilità e si augurano che segni l’avvio di una reciproca collaborazione e chiedono all’amministrazione il diritto di prelazione sull’eventuale adozione di quest’opera.

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