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«Ostacoleremo fisicamente l’inizio dei lavori»
PISA. Con un question time presentato da Una città in comune-Prc, ieri pomeriggio il progetto di potenziamento della base di Camp Darby è approdato anche in consiglio comunale. «Cercheremo di...
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PISA. Con un question time presentato da Una città in comune-Prc, ieri pomeriggio il progetto di potenziamento della base di Camp Darby è approdato anche in consiglio comunale. «Cercheremo di impedire l’avvio di questi lavori - annuncia la lista di opposizione - e se necessario lo faremo anche utilizzando i nostri corpi: l’area di Camp Darby deve essere da subito riconvertita ad usi civili».
Un’interrogazione è stata presentata anche nell’assemblea regionale dai consiglieri di Sì Toscana a sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti per sapere «se la giunta regionale è stata messa al corrente dell’operazione o coinvolta nel processo decisionale».
«Stiamo assistendo a grandi manovre in vista di possibili scenari di guerra e la nostra regione potrebbe esserne involontaria protagonista, oltre che obiettivo privilegiato di ritorsioni da parte di chi è esposto ad attacchi con armi e forze provenienti dal nostro territorio - commentano Fattori e Sarti - La Toscana, secondo il progetto, ospiterà la più grande base logistica statunitense del bacino del Mediterraneo. Trattandosi, secondo il ministero della Difesa, di un’opera destinata alla difesa nazionale, verrà esonerata dal controllo di conformità urbanistica aggirando anche la valutazione di incidenza che sarebbe stata obbligatoria, dato che il progetto incide su un “habitat prioritario” - concludono Fattori e Sarti - Siamo quindi passati dall’auspicato progressivo ridimensionamento della base militare ad un progetto di notevole rafforzamento, che non lascia presagire niente di positivo rispetto ai futuri scenari di guerra e al ruolo che l’amministrazione Trump intende assegnare alla Toscana».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Un’interrogazione è stata presentata anche nell’assemblea regionale dai consiglieri di Sì Toscana a sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti per sapere «se la giunta regionale è stata messa al corrente dell’operazione o coinvolta nel processo decisionale».
«Stiamo assistendo a grandi manovre in vista di possibili scenari di guerra e la nostra regione potrebbe esserne involontaria protagonista, oltre che obiettivo privilegiato di ritorsioni da parte di chi è esposto ad attacchi con armi e forze provenienti dal nostro territorio - commentano Fattori e Sarti - La Toscana, secondo il progetto, ospiterà la più grande base logistica statunitense del bacino del Mediterraneo. Trattandosi, secondo il ministero della Difesa, di un’opera destinata alla difesa nazionale, verrà esonerata dal controllo di conformità urbanistica aggirando anche la valutazione di incidenza che sarebbe stata obbligatoria, dato che il progetto incide su un “habitat prioritario” - concludono Fattori e Sarti - Siamo quindi passati dall’auspicato progressivo ridimensionamento della base militare ad un progetto di notevole rafforzamento, che non lascia presagire niente di positivo rispetto ai futuri scenari di guerra e al ruolo che l’amministrazione Trump intende assegnare alla Toscana».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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