Il Tirreno

Pisa

Patente da revisionare dopo un incidente senza feriti, né multe 

No del Tar al ricorso di un automobilista contro la Motorizzazione L’interessato: «Sentenza superata, atto annullato in autotutela» 

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PISA. Prima del Tar è arrivata la soluzione, ma nessuno lo aveva detto ai giudici. Che hanno respinto il ricorso di un automobilista al quale la motorizzazione aveva imposto la revisione della patente dopo un incidente senza infrazioni al codice della strada, né feriti gravi.
Un difetto di comunicazione che ha partorito un verdetto “inutile”. L’automobilista in questione non dovrà ripetere alcun esame di guida e, dal giorno dell’episodio, ha sempre avuto la sua patente.
Protagonista della storia è un noto ingegnere di Pontedera, Mauro Signorini, 69 anni, in passato socio sostenitore della locale squadra di calcio «lasciai quando arrivarono le pornostar», chiosa il professionista.
Nella sua battaglia contro il provvedimento della Motorizzazione di Pisa aveva imboccato due strade. La prima, quella del Tar, per impugnare il provvedimento che gli imponeva una revisione della patente. La seconda rivolta direttamente alla Motorizzazione alla quale chiedeva un ravvedimento della decisione in autotutela.
«La sentenza del Tar è superata – spiega l’ingegnere –. La stessa Motorizzazione alla mia richiesta di riesaminare la pratica alla fine mi ha dato ragione annullando la revisione della patente. Dal giorno dell’incidente nessuno mi ha mai tolto la patente».
Un passo indietro. Signorini il 12 luglio 2011 con la sua auto sul ponte di Fornacette urta involontariamente un pedone che dal marciapiede scende in strada per attraversare. Nulla di grave. L’ingegnere soccorre la persona e poi spiega ai carabinieri l’accaduto. Nessun verbale, né contravvenzioni. Il pedone va in ospedale per controlli e torna a casa. Sembrava un capitolo chiuso. Sbagliato. Un anno dopo la Motorizzazione gli scrive per comunicargli che, a seguito dell’incidente, era stata disposta la revisione della patente. Di qui il ricorso nel 2012 al Tar che spedisce la causa in un girone di fascicoli senza urgenza. E, infatti, il pronunciamento del tribunale amministrativo è di poche settimane fa. Oltre quattro anni di stagnazione. Nel frattempo il professionista si muove con il suo legale verso la Motorizzazione che gli dà ragione e annulla l’obbligo della revisione. Solo che nessuno avverte il Tar della modifica che farebbe venir meno l’oggetto del contendere. Come un treno con il pilota automatico inserito, il Tribunale, in assenza di comunicazioni dalle parti, si pronuncia sul ricorso e lo respinge condannando il professionista alle spese legali: 1.500 euro.
È una sentenza, su un problema già risolto, che segue una giurisprudenza consolidata perché «i provvedimenti di revisione della patente di guida non presuppongono l'accertamento di una violazione delle norme sul traffico o di quelle penali o civili, ma sono adottati in dipendenza di qualunque episodio che giustifichi un ragionevole dubbio sulla persistenza dell'idoneità psicofisica o tecnica alla conduzione dei veicoli a motore – scrivono i giudici –. È, quindi, irrilevante la circostanza che i carabinieri, intervenuti sul posto del sinistro, non abbiano elevato alcuna sanzione a carico del ricorrente mentre l’investimento di un pedone può logicamente fondare tale dubbio». La Motorizzazione, però, nel rivalutare l’episodio aveva cambiato idea rinunciando alla revisione per l’automobilista.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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