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Ladri nei campi: rubati otto alberi patate e uva
di Pier Luigi Ara
CALCI. Sul Lungomonte pisano i ladri non di rado aguzzano l’ingegno dimostrando non poca fantasia. A Campo, nelle scorse settimane hanno fatto man bassa di patate appena raccolte e messe ad asciugare...
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CALCI. Sul Lungomonte pisano i ladri non di rado aguzzano l’ingegno dimostrando non poca fantasia.
A Campo, nelle scorse settimane hanno fatto man bassa di patate appena raccolte e messe ad asciugare in un cortile prospiciente un’abitazione. Successivamente è stata portata via l’uva destinata alla vendemmia in un vigneto della frazione di San Giuliano Terme, a cui è seguito qualche giorno fa il furto forse più clamoroso.
In un terreno a Venezia di Rezzano, non lontano da Montemagno, ignoti si sono cimentati nel lavoro di scavatori di piante da frutto, da poco collocate a dimora.
Letteralmente sradicati gli alberelli con i pali di sostegno e dopo probabilmente caricati su un mezzo di trasporto e portati chissà dove.
Il proprietario non ha potuto fare altro che prendere atto di quanto è successo. Spariti peschi, peri, albicocche ed altre varietà. «Hanno lasciato solo un vaso con una pianta di lamponi», commenta amareggiato il proprietario.
Otto, in totale, gli alberi da frutto trafugati, ma non deve essere stato facile espiantarli e provvedere al trasporto, considerando anche la conformazione della zona. Per accedervi bisogna infatti attraversare uno stretto ponticello sospeso su un ruscello che scende giù dal monte, dalla parte della Verruca.
Quasi sicuramente, chi ha compiuto il furto conosce piuttosto bene il posto e le anguste vie di accesso e di uscita.
Secondo quanto verificato dai carabinieri, l’autore del furto potrebbe essere qualcuno addetto del settore.
L’ultimo inusuale colpo messo a segno dai ladri dimostra come ormai non esistano più confini al dilagare della cosiddetta criminalità minore, attiva purtroppo giorno e notte.
Le piante da frutto rubate hanno un valore approssimativo di mercato attorno ai venti euro ciascuna. È probabilmente più costosa la messa in opera e la concimazione con l’ausilio del supporto del relativo terriccio. Dai proprietari dei fondi di questo territorio sale un grido di dolore con l’appello ad un maggiore controllo da parte delle autorità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A Campo, nelle scorse settimane hanno fatto man bassa di patate appena raccolte e messe ad asciugare in un cortile prospiciente un’abitazione. Successivamente è stata portata via l’uva destinata alla vendemmia in un vigneto della frazione di San Giuliano Terme, a cui è seguito qualche giorno fa il furto forse più clamoroso.
In un terreno a Venezia di Rezzano, non lontano da Montemagno, ignoti si sono cimentati nel lavoro di scavatori di piante da frutto, da poco collocate a dimora.
Letteralmente sradicati gli alberelli con i pali di sostegno e dopo probabilmente caricati su un mezzo di trasporto e portati chissà dove.
Il proprietario non ha potuto fare altro che prendere atto di quanto è successo. Spariti peschi, peri, albicocche ed altre varietà. «Hanno lasciato solo un vaso con una pianta di lamponi», commenta amareggiato il proprietario.
Otto, in totale, gli alberi da frutto trafugati, ma non deve essere stato facile espiantarli e provvedere al trasporto, considerando anche la conformazione della zona. Per accedervi bisogna infatti attraversare uno stretto ponticello sospeso su un ruscello che scende giù dal monte, dalla parte della Verruca.
Quasi sicuramente, chi ha compiuto il furto conosce piuttosto bene il posto e le anguste vie di accesso e di uscita.
Secondo quanto verificato dai carabinieri, l’autore del furto potrebbe essere qualcuno addetto del settore.
L’ultimo inusuale colpo messo a segno dai ladri dimostra come ormai non esistano più confini al dilagare della cosiddetta criminalità minore, attiva purtroppo giorno e notte.
Le piante da frutto rubate hanno un valore approssimativo di mercato attorno ai venti euro ciascuna. È probabilmente più costosa la messa in opera e la concimazione con l’ausilio del supporto del relativo terriccio. Dai proprietari dei fondi di questo territorio sale un grido di dolore con l’appello ad un maggiore controllo da parte delle autorità.
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