Il presidio
Accampati nel bosco per spacciare: 4 arrestati
Smantellato dai carabinieri un punto di smercio di droga a Migliarino Durante il blitz un giovane armato di coltello ha tentato di aggredire i militari
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VECCHIANO. Casa e bottega in mezzo al bosco. Con un prodotto particolare da offrire ai clienti: droga.
È un commercio che ha attecchito da anni a Migliarino. I due arresti di aprile da parte dei carabinieri non sembrano aver insegnato niente a chi ha continuato a smerciare stupefacenti in zona. Il risultato è stato l’esito di un blitz avvenuto lunedì pomeriggio.
I militari della Compagnia, con quelli della Compagnia di Intervento Operativo di Firenze e i cinofili di San Rossore, hanno arrestato quattro marocchini per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Uno dei quattro aveva un coltello che è rimasto in tasca nonostante la reazione contro i carabinieri che lo stavano bloccando. Nella perlustrazione gli investigatori hanno trovato diverse tende e bivacchi organizzati, segnale evidente dell’organizzazione stanziale degli spacciatori, ormai insediati nei boschi di Migliarino dove vivono nell’attesa dei tossicodipendenti. E proprio nell’incursione nel pioppeto lungo la via del Mare, a pochi chilometri dalle spiagge di Marina di Vecchiano, i militari hanno trovato un punto di spaccio occupato da marocchini.
Sapevano che i pusher erano in attività nonostante gli arresti di aprile. Il giro di clienti non si era fermato. Non solo da Pisa, ma anche da Lucca e Torre del lago arrivavano per comprare droga. I quattro spacciatori sono stati fermati nel blitz messo in campo dai militari mimetizzati nella vegetazione.
Dopo la cattura si è passati alla perquisizione. Addosso i nordafricani avevano dosi già pronte per un totale di quasi 25 grammi di cocaina, 85 grammi di hashish e 1800 euro in contati.
Un volume d’affari ritenuto considerevole, quello dei quattro, dai 20 ai 26 anni, di fatto disoccupati e senza redditi dichiarati. Uno era anche armato di un coltello che, grazie alla prontezza dei militari non è riuscito ad estrarre, pur ingaggiando una colluttazione conclusa con le manette ai polsi.
Gli arrestati, dopo una notte nelle camere di sicurezza, sono stati processati per direttissima. Il giudice Raffaella Poggi dopo la convalida dell’arresto ha disposto il carcere per tutti, difesi dall’avvocato Gabriele Dell’Unto (pm onorario Silvia Saviozzi).
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
È un commercio che ha attecchito da anni a Migliarino. I due arresti di aprile da parte dei carabinieri non sembrano aver insegnato niente a chi ha continuato a smerciare stupefacenti in zona. Il risultato è stato l’esito di un blitz avvenuto lunedì pomeriggio.
I militari della Compagnia, con quelli della Compagnia di Intervento Operativo di Firenze e i cinofili di San Rossore, hanno arrestato quattro marocchini per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Uno dei quattro aveva un coltello che è rimasto in tasca nonostante la reazione contro i carabinieri che lo stavano bloccando. Nella perlustrazione gli investigatori hanno trovato diverse tende e bivacchi organizzati, segnale evidente dell’organizzazione stanziale degli spacciatori, ormai insediati nei boschi di Migliarino dove vivono nell’attesa dei tossicodipendenti. E proprio nell’incursione nel pioppeto lungo la via del Mare, a pochi chilometri dalle spiagge di Marina di Vecchiano, i militari hanno trovato un punto di spaccio occupato da marocchini.
Sapevano che i pusher erano in attività nonostante gli arresti di aprile. Il giro di clienti non si era fermato. Non solo da Pisa, ma anche da Lucca e Torre del lago arrivavano per comprare droga. I quattro spacciatori sono stati fermati nel blitz messo in campo dai militari mimetizzati nella vegetazione.
Dopo la cattura si è passati alla perquisizione. Addosso i nordafricani avevano dosi già pronte per un totale di quasi 25 grammi di cocaina, 85 grammi di hashish e 1800 euro in contati.
Un volume d’affari ritenuto considerevole, quello dei quattro, dai 20 ai 26 anni, di fatto disoccupati e senza redditi dichiarati. Uno era anche armato di un coltello che, grazie alla prontezza dei militari non è riuscito ad estrarre, pur ingaggiando una colluttazione conclusa con le manette ai polsi.
Gli arrestati, dopo una notte nelle camere di sicurezza, sono stati processati per direttissima. Il giudice Raffaella Poggi dopo la convalida dell’arresto ha disposto il carcere per tutti, difesi dall’avvocato Gabriele Dell’Unto (pm onorario Silvia Saviozzi).
Pietro Barghigiani
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