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Riforma, magistrati onorari in sciopero della fame
Contro il provvedimento del governo la protesta durerà una settimana Denunciano le toghe: «Precari e sfruttati, siamo al caporalato di Stato»
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PISA. «Siamo al caporalato di Stato». Chi si sente sfruttato non raccoglie pomodori nei campi. Amministra, per conto dello Stato, buona parte delle udienze dei Tribunali. Pochi lo sanno, ma almeno il sessanta per cento dei processi è affidato ai precari della giustizia. Giudici di pace e magistrati onorari che svolgono funzioni quasi identiche a quelle di chi è di ruolo. Per la categoria la riforma del ministro della Giustizia Andrea Orlando è una jattura che cancella anni di professionalità acquisite e offre in prospettiva un indebolimento degli onorari.
La protesta ieri è arrivata a Pisa con il passaggio di testimone della staffetta che, dopo Firenze e la nostra città, vedrà Prato portare avanti lo sciopero della fame degli operatori che si sentono defraudati dal provvedimento del governo.
È stato Francesco Coletta, responsabile Federmot di Firenze, a passare il testimone ieri mattina in Tribunale a Giovanni Pepe, referente locale dei magistrati onorari. L’avvocato Pepe ieri ha iniziato lo sciopero della fame che proseguirà anche oggi con il giudice onorario Anna Fabbricatore. Non c’è astensione dalle udienze (che saltano comunque per lo sciopero dei penalisti), ma viene fatta mettere a verbale la motivazione della protesta.
Con la riforma i magistrati onorari non potranno fare più di due udienze alla settimana per un emolumento mensile di 600-700 al massimo. “Stipendi” da call center per una platea che il governo vuole ampliare dagli attuali 5mila ai circa futuri 10mila.
«Il limite delle due udienze è fuorviante – spiega Coletta –. Il pm onorario o il giudice devono studiarsi i fascicoli o scrivere le motivazioni. È evidente che il tempo necessario va oltre i giorni delle udienze». Per Pepe si tratta anche di bloccare «le legittime aspettative della categoria di paghe adeguate e condizioni di lavoro decorose». Secondo Fabbricatore c’è il rischio del demansionamento e della subalternità dovuta alla prevista “funzione servente” per gli onorari. La categoria non chiede sanatorie. Ma almeno il riconoscimento professionale e tutele ovvie: maternità, contributi, copertura sanitaria. I precari dei Tribunali invocano dignità per il loro lavoro, senza il quale - lo dice la stragrande maggioranza delle Procure - due processi su tre avrebbero difficoltà a essere celebrati.
Se dal governo non dovessero arrivare risposte è già stato annunciato lo sciopero della fame a oltranza. Sicura, intanto, la prossima astensione a breve per un’altra settimana.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La protesta ieri è arrivata a Pisa con il passaggio di testimone della staffetta che, dopo Firenze e la nostra città, vedrà Prato portare avanti lo sciopero della fame degli operatori che si sentono defraudati dal provvedimento del governo.
È stato Francesco Coletta, responsabile Federmot di Firenze, a passare il testimone ieri mattina in Tribunale a Giovanni Pepe, referente locale dei magistrati onorari. L’avvocato Pepe ieri ha iniziato lo sciopero della fame che proseguirà anche oggi con il giudice onorario Anna Fabbricatore. Non c’è astensione dalle udienze (che saltano comunque per lo sciopero dei penalisti), ma viene fatta mettere a verbale la motivazione della protesta.
Con la riforma i magistrati onorari non potranno fare più di due udienze alla settimana per un emolumento mensile di 600-700 al massimo. “Stipendi” da call center per una platea che il governo vuole ampliare dagli attuali 5mila ai circa futuri 10mila.
«Il limite delle due udienze è fuorviante – spiega Coletta –. Il pm onorario o il giudice devono studiarsi i fascicoli o scrivere le motivazioni. È evidente che il tempo necessario va oltre i giorni delle udienze». Per Pepe si tratta anche di bloccare «le legittime aspettative della categoria di paghe adeguate e condizioni di lavoro decorose». Secondo Fabbricatore c’è il rischio del demansionamento e della subalternità dovuta alla prevista “funzione servente” per gli onorari. La categoria non chiede sanatorie. Ma almeno il riconoscimento professionale e tutele ovvie: maternità, contributi, copertura sanitaria. I precari dei Tribunali invocano dignità per il loro lavoro, senza il quale - lo dice la stragrande maggioranza delle Procure - due processi su tre avrebbero difficoltà a essere celebrati.
Se dal governo non dovessero arrivare risposte è già stato annunciato lo sciopero della fame a oltranza. Sicura, intanto, la prossima astensione a breve per un’altra settimana.
Pietro Barghigiani
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