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Sciopero della fame: i magistrati onorari contro la riforma
La protesta per dire no al precariato
PISA. Una protesta silenziosa, ma visibile. Accompagnata da uno sciopero della fame di 24 ore. Una staffetta quella che i magistrati onorari avvieranno a partire da domani per protestare contro la riforma del settore approvata dal governo. Gli onorari in udienza, a turno, esibiranno un cartello con le ragioni dello sciopero. Sarà così per tutti i giorni fino a venerdì compreso. Una scelta adottata a livello nazionale e che da lunedì 22 maggio vedrà Pisa seguire le tappe di Firenze e Prato. Poi toccherà agli altri circondari per tutto maggio. «Onorari onorati di lavorare gratis» è lo slogan ironico-polemico che guida la protesta. Secondo tutte le sigle della magistratura onoraria, lo schema di decreto attuativo della riforma che li riguarda, approvato il 5 maggio dal consiglio dei ministri, li rottama dopo averli sfruttati e li lascia al loro destino «senza alcun preavviso e in totale violazione delle direttive europee sul lavoro». I magistrati onorari lavorano da sempre a cottimo, non hanno previdenza, né assicurazione contro gli infortuni, né ferie retribuite, né possono permettersi di ammalarsi. Possono esercitare l’avvocatura in sedi diverse da quella in cui fanno i magistrati, ma molti svolgono la loro attività a tempo pieno. Il decreto attuativo del governo - accusano - li demansiona ulteriormente, costringendoli a lavorare per poche centinaia di euro al mese, con rottamazione dopo 16 anni. E continuano: «È questo il modello di politica del lavoro che il più grande partito di sinistra propone agli italiani?». La riforma allarga la platea degli “onorari”, introduce un compenso a forfait (sui 650 euro mensili), limita a un massimo di due giorni l'impegno settimanale dei giudici ma soprattutto ne estende in modo massiccio competenze e giurisdizione, anche nella giustizia penale. La celebrazione della stragrande maggioranza dei processi nei Tribunali monocratici è garantita dai magistrati onorari, dai giudici ai vice procuratori. In coincidenza con la protesta viene ripetuta di nuovo l’astensione degli avvocati penalisti da domani al 25 maggio. Salteranno le udienze dove non ci sono imputati detenuti o lontane dalla prescrizione.(p.b.)
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