Meteo
Sos hotel Granduca, si muovono gli Amici di San Giuliano
Il gruppo punta a non far cadere nell’oblìo la struttura «Non vorremmo venisse usato per ospitare i migranti»
2 MINUTI DI LETTURA
SAN GIULIANO TERME. “Amici di San Giuliano Terme” lancia l’sos per l’hotel Granduca: «Lavoriamo tutti insieme per trovare una soluzione. L’albergo è chiuso da oltre due anni e rischia di deteriorarsi, perdendo ulteriormente valore».
La nuova associazione del territorio del Comune termale si è costituita ad aprile e intende porre all’attenzione della cittadinanza e dell’amministrazione lo stato di abbandono dell’edificio: un tema che rischia di finire nel dimenticatoio, insieme alle sorti dei dipendenti, in attesa da mesi di recuperare le retribuzioni mai ricevute. L’edificio è chiuso dal marzo 2015, dopo la gestione fallimentare di tre società.
«Non sapevamo della costituzione di questa associazione. Ogni iniziativa che vuole sbloccare questa situazione è ben accetta – dicono gli impiegati -. L’ennesima asta è andata deserta e dall’inizio del mese non abbiamo più il sussidio di disoccupazione. E non siamo riusciti a trovare un altro impiego. È un calvario». La struttura è all’asta dal 2016: la quinta e ultima vendita senza incanto, tenutasi giovedì 11, è andata deserta. La prossima si terrà il cinque ottobre: base d’asta 2.195.600 euro un terzo del costo iniziale pari a 6.939.000 euro. Il lotto in vendita sfiora i 12.000 mq di superficie tra coperta ed esterna con due fabbricati principali oltre a un terzo immobile destinato a camera e ristorante e collegati agli altri due edifici. In tutto ci sono 170 camere doppie. Il presidente dell’associazione Claudio Baroncini annuncia la nascita del comitato “Sos Granduca” per supportare le iniziative dell’amministrazione volte ad abbreviare i tempi per la risoluzione della vicenda, cercando di salvaguardare le sorti dei dipendenti. «Vogliamo creare un gruppo di cittadini per trovare un modo per riaprire questa storica struttura. Siamo preoccupati per il futuro uso dell’albergo. San Giuliano ha bisogno di una struttura recettiva in una posizione così strategica, tra Pisa e Lucca; c’è bisogno di turismo – dice Franco Ferraro, un membro del direttivo -. Non è improbabile che venga utilizzato per accogliere un numero considerevole di migranti. Su questa ipotesi corrono voci da diverso tempo. Noi vogliamo che rimanga un albergo per chi visita il nostro territorio». Tutti coloro che fossero interessati all’iniziativa si possono mettere in contatto con l’ Associazione inviando una e-mail a amicisangiulianoterme@gmail.com.
Sharon Braithwaite
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La nuova associazione del territorio del Comune termale si è costituita ad aprile e intende porre all’attenzione della cittadinanza e dell’amministrazione lo stato di abbandono dell’edificio: un tema che rischia di finire nel dimenticatoio, insieme alle sorti dei dipendenti, in attesa da mesi di recuperare le retribuzioni mai ricevute. L’edificio è chiuso dal marzo 2015, dopo la gestione fallimentare di tre società.
«Non sapevamo della costituzione di questa associazione. Ogni iniziativa che vuole sbloccare questa situazione è ben accetta – dicono gli impiegati -. L’ennesima asta è andata deserta e dall’inizio del mese non abbiamo più il sussidio di disoccupazione. E non siamo riusciti a trovare un altro impiego. È un calvario». La struttura è all’asta dal 2016: la quinta e ultima vendita senza incanto, tenutasi giovedì 11, è andata deserta. La prossima si terrà il cinque ottobre: base d’asta 2.195.600 euro un terzo del costo iniziale pari a 6.939.000 euro. Il lotto in vendita sfiora i 12.000 mq di superficie tra coperta ed esterna con due fabbricati principali oltre a un terzo immobile destinato a camera e ristorante e collegati agli altri due edifici. In tutto ci sono 170 camere doppie. Il presidente dell’associazione Claudio Baroncini annuncia la nascita del comitato “Sos Granduca” per supportare le iniziative dell’amministrazione volte ad abbreviare i tempi per la risoluzione della vicenda, cercando di salvaguardare le sorti dei dipendenti. «Vogliamo creare un gruppo di cittadini per trovare un modo per riaprire questa storica struttura. Siamo preoccupati per il futuro uso dell’albergo. San Giuliano ha bisogno di una struttura recettiva in una posizione così strategica, tra Pisa e Lucca; c’è bisogno di turismo – dice Franco Ferraro, un membro del direttivo -. Non è improbabile che venga utilizzato per accogliere un numero considerevole di migranti. Su questa ipotesi corrono voci da diverso tempo. Noi vogliamo che rimanga un albergo per chi visita il nostro territorio». Tutti coloro che fossero interessati all’iniziativa si possono mettere in contatto con l’ Associazione inviando una e-mail a amicisangiulianoterme@gmail.com.
Sharon Braithwaite
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
