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«People Mover strategico» Centrodestra ancora diviso
Dopo la moschea nuovamente un voto differente tra Forza Italia e Nap-Fdi-An «Un asse “carsico” e democristiano con il Pd in vista delle elezioni comunali»
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PISA. Una mozione in cui si impegnano sindaco e giunta a sollecitare la Regione nel dare concretezza al potenziamento del collegamento ferroviario Pisa-Firenze e in generale ai collegamenti tra la città e il capoluogo. Titolo: “People Mover pronto, potenziamento del collegamento ferroviario Pisa-Firenze al palo”. Nelle premesse dell’atto, il People Mover, oggetto di polemiche politiche sempre molto accese, è definito un mezzo che rende «l’offerta dei servizi aeroportuali di Pisa all’avanguardia» e «parte integrante e importantissima del sistema di trasporto toscano».
Primo firmatario Riccardo Buscemi di Forza Italia e poi le forze di maggioranza in consiglio comunale. Tanto basta, dopo la moschea, per rinfocolare le polemiche nello schieramento di centrodestra. «Documento paravento che mira a confermare la presunta bontà della scelta fatta sul People Mover», attaccano Filippo Bedini e Maurizio Nerini del gruppo consiliare Noi Adesso Pisa-Fratelli d’Italia-An. La mozione è stato approvata con 13 voti a favore, 3 contrari e 2 astenuti. A favore Maria Antonietta Scognamiglio, Maria Chiara De Neri, Vladimiro Basta, Lisa Cioncolini, Francesca Del Corso, Sandro Gallo, Rita Mariotti, Patrizia Bongiovanni, Ferdinando De Negri, Ranieri Del Torto (tutti del Pd); Riccardo Buscemi, Virginia Mancini ( Fi-Pdl) e Giovanni Garzella (Pisa è). Contrari Raffaele Latrofa (Pisa nel Cuore), Maurizio Nerini e Filippo Bedini (Noi Adesso Pisa-Fdi-An). Astenuti Gianfranco Mannini e Valeria Antoni del M5S. Non hanno partecipato Stefano Landucci (Green Italia-Possibile), Ciccio Auletta e Marco Ricci (Una città in Comune-Prc).
«Noi abbiamo confermato con il voto la nostra contrarietà - spiegano Bedini e Nerini -. Un voto non certo contro il potenziamento della linea ferroviaria, cosa che abbiamo sempre richiesto, ma contro una “grande opera” tanto inutile quanto costosa. Anche gli esponenti del M5S, incomprensibilmente, si sono astenuti, nonostante nel dibattito avessero ricordato come Grillo nel 2013 si fosse detto contrario al “brucomela”. Ribadire oggi, quando il fallimento di quest’opera faraonica è sotto gli occhi di tutti, che si tratta di una scelta strategica per Pisa è un’autentica follia politica». I due consiglieri sottolineano «la voce del consigliere Pd Gallo, che dichiara candidamente la piena sintonia con la linea espressa nella mozione Buscemi».
E qui arriva il punto politico, con il centrodestra che torna ad esprimere voti differenti su argomenti di punta. «Con il suo intervento - dicono Bedini e Nerini - il consigliere di maggioranza Gallo ha ben prefigurato il possibile assetto, da noi respinto nettamente, che potrebbe nel prossimo futuro configurarsi non solo a livello nazionale, ma anche a livello locale per le comunali del 2018. Infatti, dopo la vicenda del voto sulla moschea, ad appena quindici giorni di distanza ci siamo ritrovati ancora una volta da soli, con il consigliere Latrofa, ad esprimerci contro una scelta caratterizzante del mandato decennale di Filippeschi. Come non pensare a un asse “carsico” Pd-Fi? Un asse riaffiorante che mette insieme democristiani di sinistra, di centro e di destra prima sulla moschea e poi sul “brucomela”? Un asse - concludono - che ha come minimo comune multiplo un’abissale distanza dal comune sentire. Basta ambiguità. Basta con chi ci dice che le nostre posizioni dividono: non siamo noi a votare, sulle grandi questioni, insieme a chi, con le sue scelte strategiche, ha ridotto Pisa nelle condizioni in cui si trova». (f.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Primo firmatario Riccardo Buscemi di Forza Italia e poi le forze di maggioranza in consiglio comunale. Tanto basta, dopo la moschea, per rinfocolare le polemiche nello schieramento di centrodestra. «Documento paravento che mira a confermare la presunta bontà della scelta fatta sul People Mover», attaccano Filippo Bedini e Maurizio Nerini del gruppo consiliare Noi Adesso Pisa-Fratelli d’Italia-An. La mozione è stato approvata con 13 voti a favore, 3 contrari e 2 astenuti. A favore Maria Antonietta Scognamiglio, Maria Chiara De Neri, Vladimiro Basta, Lisa Cioncolini, Francesca Del Corso, Sandro Gallo, Rita Mariotti, Patrizia Bongiovanni, Ferdinando De Negri, Ranieri Del Torto (tutti del Pd); Riccardo Buscemi, Virginia Mancini ( Fi-Pdl) e Giovanni Garzella (Pisa è). Contrari Raffaele Latrofa (Pisa nel Cuore), Maurizio Nerini e Filippo Bedini (Noi Adesso Pisa-Fdi-An). Astenuti Gianfranco Mannini e Valeria Antoni del M5S. Non hanno partecipato Stefano Landucci (Green Italia-Possibile), Ciccio Auletta e Marco Ricci (Una città in Comune-Prc).
«Noi abbiamo confermato con il voto la nostra contrarietà - spiegano Bedini e Nerini -. Un voto non certo contro il potenziamento della linea ferroviaria, cosa che abbiamo sempre richiesto, ma contro una “grande opera” tanto inutile quanto costosa. Anche gli esponenti del M5S, incomprensibilmente, si sono astenuti, nonostante nel dibattito avessero ricordato come Grillo nel 2013 si fosse detto contrario al “brucomela”. Ribadire oggi, quando il fallimento di quest’opera faraonica è sotto gli occhi di tutti, che si tratta di una scelta strategica per Pisa è un’autentica follia politica». I due consiglieri sottolineano «la voce del consigliere Pd Gallo, che dichiara candidamente la piena sintonia con la linea espressa nella mozione Buscemi».
E qui arriva il punto politico, con il centrodestra che torna ad esprimere voti differenti su argomenti di punta. «Con il suo intervento - dicono Bedini e Nerini - il consigliere di maggioranza Gallo ha ben prefigurato il possibile assetto, da noi respinto nettamente, che potrebbe nel prossimo futuro configurarsi non solo a livello nazionale, ma anche a livello locale per le comunali del 2018. Infatti, dopo la vicenda del voto sulla moschea, ad appena quindici giorni di distanza ci siamo ritrovati ancora una volta da soli, con il consigliere Latrofa, ad esprimerci contro una scelta caratterizzante del mandato decennale di Filippeschi. Come non pensare a un asse “carsico” Pd-Fi? Un asse riaffiorante che mette insieme democristiani di sinistra, di centro e di destra prima sulla moschea e poi sul “brucomela”? Un asse - concludono - che ha come minimo comune multiplo un’abissale distanza dal comune sentire. Basta ambiguità. Basta con chi ci dice che le nostre posizioni dividono: non siamo noi a votare, sulle grandi questioni, insieme a chi, con le sue scelte strategiche, ha ridotto Pisa nelle condizioni in cui si trova». (f.l.)
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