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Pasticcere aggredito, ma sventa la rapina
Assalto a Marina di Pisa, colpito con una testata dall’uomo che voleva strappargli la borsa: il naso fratturato in quattro punti
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MARINA DI PISA. Stava tornando verso l’auto, dopo aver trascorso alcune ore al mare a Marina di Pisa insieme a un’amica. Un uomo, alle sue spalle, ha afferrato la borsa che portava a tracolla, cercando di strappargliela via. Lui si è girato e a quel punto lo scippatore l’ha colpito con una testata violentissima al volto, fratturandogli il setto nasale. Tutto questo sotto gli occhi impietriti dell’amica, ma anche di altri due testimoni che sono scappati. Vittima della rapina Gioacchino La Mendola, pasticcere di trentaquattro anni, che vive a Spicchio e lavora al bar Vittoria, in centro a Empoli.
«È incredibile quello che mi è successo – racconta – e soprattutto mi ha deluso la reazione di quei due signori che hanno assistito a tutta la scena e che invece di intervenire hanno preferito andarsene. Così come mi ha lasciato di stucco la risposta dei carabinieri, chiamati dalla mia amica: “Episodi così – le hanno detto – accadono tutti i giorni in quella zona”. E non sono neanche intervenuti. Ora devo decidere se andare in caserma a denunciare il fatto, ma penso che non lo farò: non serve a niente».
Gioacchino non nasconde la rabbia mentre ripercorre quei terribili secondi: «Ci trovavamo in uno dei vialetti all’interno della pineta, stavamo andando verso il parcheggio. Indossavo la borsa a tracolla con all’interno il portafogli e il cellulare; ho sentito tirare, mi sono reso conto che qualcuno stava cercando di sfilarmela e mi sono girato. È successo tutto in fretta. Mi sono ritrovato di fronte quest’uomo, probabilmente nordafricano. Non mi ha lasciato neanche il tempo di aprire bocca e mi ha colpito con una testata in faccia».
Il pasticcere, incassato il colpo, ha reagito: «Sentivo un dolore fortissimo, l’ho colpito più volte e siamo scappati». A quel punto è partita anche la telefonata al 112, che ha fatto ulteriormente arrabbiare il trentaquattrenne empolese: «La mia amica era sotto choc e quando si è sentita rispondere in quel modo è rimasta senza parole. Ma penso anche a quei due signori, che di fronte a un episodio del genere, invece di aiutarmi, mi hanno voltato le spalle. A quel punto ho fatto quello che ho potuto, l’ho colpito più volte, l’ho lasciato disteso per terra e ho raggiunto velocemente la macchina».
A Gioacchino non è rimasto altro che tornare verso casa: «Sono andato al pronto soccorso di Empoli. Ho il setto nasale fratturato in quattro punti. Nelle prossime ore dovrò sottopormi a un’altra visita, ma quasi sicuramente sarà necessario un intervento chirurgico. Intanto mi hanno dimesso con un certificato di venticinque giorni. E non so chi... ringraziare. Il responsabile non sarà mai individuato. Ed è disarmante sentirsi dire che “episodi così accadono di continuo” senza che nessuno faccia niente per evitarlo. Credevo che ognuno di noi avesse il diritto di farsi una passeggiata in tranquillità in pieno giorno sul mare. E invece – conclude La Mendola – ho scoperto sulla mia pelle che è pericoloso e che nessuno è pronto a difenderti».
Francesco Turchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«È incredibile quello che mi è successo – racconta – e soprattutto mi ha deluso la reazione di quei due signori che hanno assistito a tutta la scena e che invece di intervenire hanno preferito andarsene. Così come mi ha lasciato di stucco la risposta dei carabinieri, chiamati dalla mia amica: “Episodi così – le hanno detto – accadono tutti i giorni in quella zona”. E non sono neanche intervenuti. Ora devo decidere se andare in caserma a denunciare il fatto, ma penso che non lo farò: non serve a niente».
Gioacchino non nasconde la rabbia mentre ripercorre quei terribili secondi: «Ci trovavamo in uno dei vialetti all’interno della pineta, stavamo andando verso il parcheggio. Indossavo la borsa a tracolla con all’interno il portafogli e il cellulare; ho sentito tirare, mi sono reso conto che qualcuno stava cercando di sfilarmela e mi sono girato. È successo tutto in fretta. Mi sono ritrovato di fronte quest’uomo, probabilmente nordafricano. Non mi ha lasciato neanche il tempo di aprire bocca e mi ha colpito con una testata in faccia».
Il pasticcere, incassato il colpo, ha reagito: «Sentivo un dolore fortissimo, l’ho colpito più volte e siamo scappati». A quel punto è partita anche la telefonata al 112, che ha fatto ulteriormente arrabbiare il trentaquattrenne empolese: «La mia amica era sotto choc e quando si è sentita rispondere in quel modo è rimasta senza parole. Ma penso anche a quei due signori, che di fronte a un episodio del genere, invece di aiutarmi, mi hanno voltato le spalle. A quel punto ho fatto quello che ho potuto, l’ho colpito più volte, l’ho lasciato disteso per terra e ho raggiunto velocemente la macchina».
A Gioacchino non è rimasto altro che tornare verso casa: «Sono andato al pronto soccorso di Empoli. Ho il setto nasale fratturato in quattro punti. Nelle prossime ore dovrò sottopormi a un’altra visita, ma quasi sicuramente sarà necessario un intervento chirurgico. Intanto mi hanno dimesso con un certificato di venticinque giorni. E non so chi... ringraziare. Il responsabile non sarà mai individuato. Ed è disarmante sentirsi dire che “episodi così accadono di continuo” senza che nessuno faccia niente per evitarlo. Credevo che ognuno di noi avesse il diritto di farsi una passeggiata in tranquillità in pieno giorno sul mare. E invece – conclude La Mendola – ho scoperto sulla mia pelle che è pericoloso e che nessuno è pronto a difenderti».
Francesco Turchi
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