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In migliaia per chiedere la fine del proibizionismo
di Danilo Renzullo
Domani la diciassettesima edizione della street-parade con arrivo in via Canavari I promotori: «È una manifestazione pacifica, inutile schierare decine di agenti»
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PISA. Un’invasione di antiproibizionisti e un lungo serpentone che da piazza della Stazione si snoderà fino a via Canavari.
Sul percorso il Comune incassa un punto a favore, sull’organizzazione è invece ancora una volta Canapisa ad avere la meglio sulle polemiche e sulle richieste di annullamento dell’ormai storica street-parade antiproibizionista promossa dall’associazione Canapisa Crew e dall’Osservatorio Antipro.
Domani in città sono attese tra le 5.000 e le 10.000 persone, pronte a manifestare per rivendicare la legalizzazione delle droghe leggere e la fine del proibizionismo.
Dieci i camion, provenienti da tutta Italia (Pisa, Viareggio, Bergamo, Vicenza, Ancona e Torino) trasformati per l’occasione in una sorta di carri allegorici a tema (tratteranno quelli del proibizionismo, della reclusione per reati connessi all’assunzione di sostanze proibite e della psichiatria), che accompagneranno a suon di reggae, dub e punk la manifestazione. Decine le crew che si alterneranno alle postazioni, «trasformando la manifestazione anche in un importante evento musicale», sottolineano le associazioni promotrici della street-parade. Come gli scorsi anni, anche l’edizione numero 17 di Canapisa si concluderà in via Canavari, alle spalle del carcere Don Bosco. Il questore ha infatti rigettato la richiesta degli organizzatori di far terminare la manifestazione nel parco della Cittadella, «il luogo più adatto – dicono i promotori – per questo tipo di manifestazione, quest’anno proposto anche per accogliere le richieste dei residenti di via Canavari e delle strade circostanti che ci hanno manifestato il loro disappunto per la conclusione della manifestazione davanti alle loro case».
La possibilità di trasferire alla Cittadella il raduno finale degli antiproibizionisti è stata prima esclusa dal Comune, che nei giorni scorsi ha negato l’autorizzazione, e nel corso di un vertice che si è tenuto ieri sera, anche dalla questura.
La manifestazione partirà alle 16 da piazza della Stazione per poi snodarsi lungo viale Bonaini, piazza Guerrazzi, via San Gallo, lungarno Fibonacci, Ponte della Fortezza, lungarno Buozzi, via del Borghetto, via Luschi, via Gioberti, via Garibaldi (tutte le strade resteranno chiuse al traffico durante il corteo) e terminerà nel parco di via Canavari, dove due band punk si alterneranno in un live musicale fino a mezzanotte. Lungo il percorso sarà attivo il servizio di pulizia delle strade con manifestanti che per l’occasione indosseranno i panni di spazzini.
«Canapisa è principalmente una manifestazione politica che parla di argomenti scottanti, ma non è incentrata solo sulla legalizzazione della canapa – spiegano gli organizzatori –. Rivendica anche la fine del “punizionismo” nei confronti delle persone che assumono le sostanze “proibite”. Al contrario bisognerebbe far leva sull’informazione e sulla riduzione del rischio, che permetterebbero anche di togliere alle narcomafie il monopolio delle droghe». Alla questura i promotori della manifestazione hanno chiesto anche una minore presenza di forze dell’ordine lungo il percorso rispetto a quelle schierate lo scorso anno. «Canapisa – concludono gli organizzatori – è una manifestazione pacifica e in sedici anni non ha mai creato problemi di ordine pubblico. La massiccia presenza di forze dell’ordine è una provocazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sul percorso il Comune incassa un punto a favore, sull’organizzazione è invece ancora una volta Canapisa ad avere la meglio sulle polemiche e sulle richieste di annullamento dell’ormai storica street-parade antiproibizionista promossa dall’associazione Canapisa Crew e dall’Osservatorio Antipro.
Domani in città sono attese tra le 5.000 e le 10.000 persone, pronte a manifestare per rivendicare la legalizzazione delle droghe leggere e la fine del proibizionismo.
Dieci i camion, provenienti da tutta Italia (Pisa, Viareggio, Bergamo, Vicenza, Ancona e Torino) trasformati per l’occasione in una sorta di carri allegorici a tema (tratteranno quelli del proibizionismo, della reclusione per reati connessi all’assunzione di sostanze proibite e della psichiatria), che accompagneranno a suon di reggae, dub e punk la manifestazione. Decine le crew che si alterneranno alle postazioni, «trasformando la manifestazione anche in un importante evento musicale», sottolineano le associazioni promotrici della street-parade. Come gli scorsi anni, anche l’edizione numero 17 di Canapisa si concluderà in via Canavari, alle spalle del carcere Don Bosco. Il questore ha infatti rigettato la richiesta degli organizzatori di far terminare la manifestazione nel parco della Cittadella, «il luogo più adatto – dicono i promotori – per questo tipo di manifestazione, quest’anno proposto anche per accogliere le richieste dei residenti di via Canavari e delle strade circostanti che ci hanno manifestato il loro disappunto per la conclusione della manifestazione davanti alle loro case».
La possibilità di trasferire alla Cittadella il raduno finale degli antiproibizionisti è stata prima esclusa dal Comune, che nei giorni scorsi ha negato l’autorizzazione, e nel corso di un vertice che si è tenuto ieri sera, anche dalla questura.
La manifestazione partirà alle 16 da piazza della Stazione per poi snodarsi lungo viale Bonaini, piazza Guerrazzi, via San Gallo, lungarno Fibonacci, Ponte della Fortezza, lungarno Buozzi, via del Borghetto, via Luschi, via Gioberti, via Garibaldi (tutte le strade resteranno chiuse al traffico durante il corteo) e terminerà nel parco di via Canavari, dove due band punk si alterneranno in un live musicale fino a mezzanotte. Lungo il percorso sarà attivo il servizio di pulizia delle strade con manifestanti che per l’occasione indosseranno i panni di spazzini.
«Canapisa è principalmente una manifestazione politica che parla di argomenti scottanti, ma non è incentrata solo sulla legalizzazione della canapa – spiegano gli organizzatori –. Rivendica anche la fine del “punizionismo” nei confronti delle persone che assumono le sostanze “proibite”. Al contrario bisognerebbe far leva sull’informazione e sulla riduzione del rischio, che permetterebbero anche di togliere alle narcomafie il monopolio delle droghe». Alla questura i promotori della manifestazione hanno chiesto anche una minore presenza di forze dell’ordine lungo il percorso rispetto a quelle schierate lo scorso anno. «Canapisa – concludono gli organizzatori – è una manifestazione pacifica e in sedici anni non ha mai creato problemi di ordine pubblico. La massiccia presenza di forze dell’ordine è una provocazione».
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