Meteo
Cultura contro malamovida grande successo in piazza
di Enza Chiappone
La Scuola Normale riesce subito nell’intento di riconquistare piazza dei Cavalieri Barone: «Riappropriamoci dei nostri spazi in una logica di condivisione»
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Volevano creare un’alternativa culturale alla cosiddetta malamovida, e ci sono riusciti. Con pochi e semplici ingredienti quali un palco, delle sedie, un poema didascalico composto oltre duemila anni fa e quattro intellettuali a leggerlo e commentarlo, umanisti e scienziati della Scuola Normale hanno vestito di nuova luce uno dei luoghi più suggestivi e “tormentati” della città, la piazza su cui si affaccia la maggior parte dei loro palazzi. Ha infatti avuto un notevole successo il primo appuntamento di “Arte e Scienza scendono in piazza”, il ciclo di incontri ideato dalla Normale per riavvicinare i suoi due principali ambiti di studio sotto il cielo stellato di piazza dei Cavalieri. Tanti i curiosi accorsi qui mercoledì sera per vedere un chimico teorico ed un latinista del calibro di Vincenzo Barone ed Alessandro Schiesaro confrontarsi sul De Rerum Natura di Lucrezio, spunto tutt’oggi di innumerevoli riflessioni scientifiche e culturali. E tanti anche i passanti che, rapiti dal pathos della voce di Anna Bonaiuto, attrice designata alla lettura dei frammenti lucreziani, si sono fermati ad ascoltare il dialogo tra i due ai piedi del palazzo dell’Orologio, in piedi o seduti sugli scalini di Palazzo della Carovana. Sotto la sapiente guida del filologo Corrado Bologna, ideatore, insieme ad altri, dell’iniziativa, il direttore della Normale di Pisa, Vincenzo Barone, e il professore di letteratura latina della Sapienza di Roma, Alessandro Schiesaro, hanno disquisito su atomi, percezione, amore e bellezza, alcuni temi di quella “natura delle cose” proposta dall’autore romano nel I secolo a.C. ma considerata, per molti aspetti, ancora attuale. E lo hanno fatto insieme, nell’ottica di un’aggregazione fra i saperi: «Fino al Rinascimento e oltre – ha ricordato infatti Barone – la distinzione tra lettere e scienza di fatto non esisteva, mentre esisteva un modo unico di affrontare la realtà e il trascendente, che si serviva di un unico linguaggio. Si è poi verificata una divaricazione che ha portato all’iperspecializzazione, tanto che adesso è facile che un chimico e un fisico non riescano quasi a capirsi. Ho però il sospetto – ha aggiunto il direttore della Normale – che a poco a poco torneremo ad un approccio unificato di sapere umanistico e sapere scientifico, che, pur tenendo conto delle diversità, si muova cercando relazioni e connessioni».
Lo stesso approccio, insomma, che contraddistingue ciascuno dei quattro incontri settimanali a cielo aperto in programma dal 17 maggio al 14 giugno in piazza dei Cavalieri, il primo dei quali, col suo grande seguito di pubblico, fa ben sperare in una vera e propria rinascita della piazza come luogo di aggregazione culturale e divertimento “sano”. Ad eccezione della musica reggae riprodotta da uno stereo a volume un po’ troppo alto forse a mo’ di provocazione, nessun episodio di malamovida ha distolto l’attenzione degli spettatori dal piccolo palco posizionato in fondo alla piazza, quasi all’opposto rispetto al piazzale della chiesa dove la sera si riuniscono i giovani per divertirsi. «Il tentativo, però, non è quello di fare alta cultura e contrapporla ad altre forme di cultura – ha precisato il direttore della Normale – non vogliamo dare vita a dei convegni noiosi che spingano i frequentatori della piazza ad allontanarsi. Al contrario, speriamo di lanciare un’idea culturale nuova e divertente che possa coinvolgere più persone possibili, per costruire dei percorsi di svago alternativi». «È vero che vogliamo riappropriarci di spazi che sentiamo nostri – ha concluso Barone – ma vogliamo farlo in un’ottica di condivisione. Per questo ho proposto al Sant’Anna di mettere in piedi degli eventi congiunti anche in piazza Santa Caterina, non per fare turismo o ordine pubblico, ma per aiutare l’amministrazione a ripulire tutta la zona».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Lo stesso approccio, insomma, che contraddistingue ciascuno dei quattro incontri settimanali a cielo aperto in programma dal 17 maggio al 14 giugno in piazza dei Cavalieri, il primo dei quali, col suo grande seguito di pubblico, fa ben sperare in una vera e propria rinascita della piazza come luogo di aggregazione culturale e divertimento “sano”. Ad eccezione della musica reggae riprodotta da uno stereo a volume un po’ troppo alto forse a mo’ di provocazione, nessun episodio di malamovida ha distolto l’attenzione degli spettatori dal piccolo palco posizionato in fondo alla piazza, quasi all’opposto rispetto al piazzale della chiesa dove la sera si riuniscono i giovani per divertirsi. «Il tentativo, però, non è quello di fare alta cultura e contrapporla ad altre forme di cultura – ha precisato il direttore della Normale – non vogliamo dare vita a dei convegni noiosi che spingano i frequentatori della piazza ad allontanarsi. Al contrario, speriamo di lanciare un’idea culturale nuova e divertente che possa coinvolgere più persone possibili, per costruire dei percorsi di svago alternativi». «È vero che vogliamo riappropriarci di spazi che sentiamo nostri – ha concluso Barone – ma vogliamo farlo in un’ottica di condivisione. Per questo ho proposto al Sant’Anna di mettere in piedi degli eventi congiunti anche in piazza Santa Caterina, non per fare turismo o ordine pubblico, ma per aiutare l’amministrazione a ripulire tutta la zona».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
