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Unione Industriale Pisana 

Segnali di ripresa ma non per tutti i settori produttivi

Segnali di ripresa ma non per tutti i settori produttivi

PISA. L’indagine trimestrale eseguita dall’Unione Industriale Pisana fornisce un quadro non omogeneo per le attività provinciali. Sembra superata la chiusura 2016, dove il quarto trimestre era stato...

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PISA. L’indagine trimestrale eseguita dall’Unione Industriale Pisana fornisce un quadro non omogeneo per le attività provinciali. Sembra superata la chiusura 2016, dove il quarto trimestre era stato all’insegna di una brusca frenata dell’export, che è invece in ripresa nel trimestre 2017 di un +20%. Osservando il dato d’insieme, sia il fatturato che la produzione chiudono il trimestre in terreno positivo (rispettivamente +4.12% e +3.6%), con segnali però non omogenei. I mezzi di trasporto, vetro, farmaceutico, tessile ed alimentare si collocano in percentuali positive tra 4 e 7%, i restanti settori legno e mobili, calzature e conciario, terziario e grafici sono invece stabilmente in segno negativo tra -2% ed il -6%. Segnali di stabilità o con minime variazioni sono forniti dal metalmeccanico, chimico e l’edilizia che si collocano tra poco sotto lo zero e il +2%.
Le previsioni di ordini sono mediamente con segno positivo del +2% ma anche in questo caso, nota la presidente Patrizia Alma Pacini, con notevoli differenze tra i settori, passando da un +2% ad un +4% per i settori farmaceutico, tessile, mezzi di trasporto, vetro e alimentari, ad un segno negativo per terziario, chimici, metalmeccanici, conciari e legno che oscillano tra -2% e -5%. Anche l’utilizzo degli impianti, mediamente in segno negativo del -0.5%, segue l’andamento delle previsioni fortemente diversificate tra i settori con buone previsioni di vendita, ben oltre il 50%, e settori con basse previsioni con utilizzo sotto il 50%. Se ne può trarre, a giudizio della presidente Pacini, una valutazione di prudente positività sul breve termine, con punte di maggiore attività in quei settori legati all’export. «Il nostro territorio - dice - grazie alla qualità dei servizi e dei prodotti delle nostre imprese è stato in grado di sfruttare la politica iper espansiva della Bce (cambio euro, costo e disponibilità del denaro) nonostante i problemi di offerta nel sistema bancario italiano rispetto ad altre nazioni europee».
Su questo quadro di evidente oscillazione tra mercati dei vari settori, vedasi il +20% dell’export negli ultimi due trimestri, sottolinea il direttore dell’Unione Industriale Pisana Mario Levrini, «sembra sempre più indispensabile trovare una soluzione tra le parti sociali del problema rappresentato dalle nuove normative sugli ammortizzatori sociali. In particolare, la cassa integrazione guadagni ordinaria non è più utilizzabile con le nuove norme in periodi ricorrenti nel tempo, aspetto invece tipico della filiera della meccanica della Valdera e delle calzature dell’area del Valdarno». Va avviato, lancia un messaggio il direttore Levrini, «quanto prima un confronto con le organizzazioni sindacali su orari, calendari, modalità prestative anche al di fuori degli schemi tradizionali, con quella ricerca di soluzioni innovative di comune interesse tra aziende e lavoratori che abbiamo trovato in passato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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